Rassegna storica del Risorgimento
CIVITA CASTELLANA ; GIULINI PACIFICO
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1940
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720
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720 Alberto M. Ghisalbcrti.
che da un momento all'altro si sarebbe conosciuto il risultato comune a tanti altri infelici, che seco convivono.
Deluso pelò nelle sue speranze l'Oratore e ingigantita oltremodo la miserabile condizione della sua famiglia, non ha potato astenersi per dover sacro di padre di chiedere alla Santità Sua un giornaliero provvedimento per li suoi figliuoli. L'annessa supplica tende a ciò. ed avvalorata dalla di Lei protezione ne risulterà un esito favorevole, e l'È. V. R. ha tutti li mezzi per conoscere e sapere se la famiglia del supplicante merita o no l'implorata assistenza sia per la sua condotta, sia per il suo domestico stato.
Nella fiducia di un pieno esaudimento e sull'appoggio che l'È. V. R. è proclive a far del bene, il petente ne anticipa li rispettosi attestati di gratitudine e riconoscenza.
Ma la risposta si fece aspettare per oltre due mesi, se solo il 9 dicembre 1832 si dispose perchè gli venisse comunicato di attendere la proposizione della Causa. E, come già sappiamo, la comunicazione della condanna non giunse al Giulini fino al 20 marzo dell'anno successivo. Delle sue vicende di prigionia ci informano le tabelle 5, 6, 14 della seconda reclusione e la 20 della terza, dalle quali apprendiamo che egli fu trasferito il 2 dicembre 1886 alla Darsena di Civitavecchia, dove entrò, dopo un periodo di soggiorno al Lazzaretto, il 22 dicembre.
A differenza di altri molti, che in quell'anno ottennero di commutare la reclusione con l'esilio, il Giulini dovette, per ragioni famigliari, rimanere in prigione. E allora ebbe a trascorrere un assai duro periodo, fino al 27 agosto 1838, durante il quale fu sottoposto al trattamento dei condannati per delitti comuni nella ricordata Darsena. Sulla une di agosto in ricondotto a Civita Castellana, dove rimase fino alla liberazione, avvenuta, come sappiamo, il 30 ottobre 1841.
Non abbiamo altre notizie sul Giulini per gli anni successivi. Dagli appunti che accompagnano la seconda redazione delle Memorie ricaviamo che tra il 1846 e il 1847 doveva essere a Roma, ove riuniva preziosi elementi per completare le Memorie stesse. E a Roma lo perdiamo divieta. Forse qualche studioso marchigiano riuscirà a ritrovare le tracce di questo benemerito e paziente raccoglitore di tante testimonianze-di sacrificio e di dolore. *)
ALBERTO M. GTUSALBEKTJ
I) Mi sia consentito di ringraziare pubblicamente lo mie prezioso collaboratrici; del R. Istituto per la Storia del Risorgimento, dotu Emilia Morelli e signorina Teresa Ruggcri, per la paziente e precisa opera di collazione delle Memorie del Giulini.