Rassegna storica del Risorgimento

SICILIA ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno <1917>   pagina <380>
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F. Giwvdiom
Sorsero allora varj Gomitati, con idee piti o meno larghe, per la celebratone centenaria e per restaurare il tempio, in cui la prima scintilla aveva infiammato un popolo ; ma si concretarono i diversi disegni, si conciliarono le opinioni, effettuatosi un congresso nel locale della Confederazione delle 72 maestranze, in piazza di Sant'Onofrio, presieduto da Saverio Friscia, deputato al Parlamento, ove in tempi ancora difficili, aveva recato idee, che gli avversarj in politica, giudi­cavano troppo esaltate. La rappresentanza municipale, tentennante, quasi smentiva le deliberazioni della precedente, ma i giornali e la opinione publica vinsero le ritrosie municipali, e, subito, nell'agosto del 1881, si costituiva un comitato provvisorio per la celebrazione dei sesto centenario de' Vespri Siciliani
Mentre la stampa italiana, e ancbe un po' la lontana da noi, cre­deva che la Sicilia affermasse nella solenne ricorrenza un principio di diritto internazionale, principio che gli Italiani col loro risorgi­mento avessero contribuito a fair riconoscere che ogni popolo ha il diritto di vivere in casa sua libero e indipendente, all'adesione di 310 Comuni, le deputazioni provinciali, gl'istituti di commercio e le società politiche scientifiche ed artistiche aderivano con entusiasmo, Garibaldi nel settembre del 1881, scriveva da Caprera : Nella storia del mondo, la Sicilia sola vanta un Vespro, e Palermo in onore del­l'Italia intera deve festeggiarne il gloriosissimo VI Centenario. Con affetto di figlio, salato l'immortale città delle grandi iniziative >
Assurgendo la commemorazione all'importanza di un avvenimento politico, la lesta irritò in Francia parte della stampa, che la inter­pretò ostile, di rappresaglia eònko la sua recente spedizione di Tu­nisi, compiuta nel maggio del 1881, e, anzìrvche calmare le appren­sioni e le diffidenze de' politici, soffiò nei fuoco delle passioni, mali­gnando troppo su' propositi de' promotori, tanto da poter turbare i buoni rapporti tra le due nazioni. Sollevatasi la voce della stampa italiana, parlò apertamente il Bontadini nella 3for8veranw, e La opi­nione, meno temperata, ricordava le parole insigni di Michele Amari,, che, oltre all'opera celebre sul Vespro,. jgofclicando, per la solenne occasione, ..un1 racconto popolare sull'avvenimento, aveva scritto : 1 Siciliani, ricordando quel fatto glorioso non intendono punto di fare Una dimostrazione ostile alla Francia, ma soltanto vogliono, seguendo una usanza molto estesa in Europa, celebrare la vittoria dei 1282 or che loro è lecito di farlo, e che queU'awenimento per lungo tempo tenuto vend.etit.a-. strage e nulla più, apparisca nella storia come legit­tima e profonda rivoluzione, inspirata da un sentimento nazionale comune allora in tutta Italia .
Con animo imparziale si erano manifestati dapprima Federico
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