Rassegna storica del Risorgimento
CIVITA CASTELLANA ; GIULINI PACIFICO
anno
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1940
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pagina
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724
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724 Alberto M. Ghisalbirii
Appresso all'indica io salone sì entra in tutta, càmera ben grande (in oggi infermeria pei politici) lunga palmi 40, alta palmi 30, larga palmi 39, con due feuestre, una che corrisponde alla ripetuta corte e l'altra alla campagna, come sopra. L'appartamento in questa linea seguita con due altre camere, una presso che eguale alla testé descritta, e l'altra di minor grandezza, ma essendovi stata murata la porta, per entrarvi bisogna retrocedere e fare il giro del portico, come fra poco si dirà. La citata camera annessa al salone ba la soffitta di legno maestrevolmente intagliata e dorata: nelle pareti vi si vedono gli avanzi di alcuni dipinti logori dal tempo, ed il restante intonacato di bianco sino ad una certa altezza. Il salone poi ha la soffitta con travi dileguo comune senza verun lavoro, eccettuate le pareti, che si trovano nella medesima condizione della predetta camera. In questi ambienti si vedono le vestigia di antichi camini attualmente murati.
Retrocedendo dalla camera che serve d'infcrmeria, di fronte all'altro angolo del salone, si presenta un-vano che mette all'alloggio dell'aiutante del Forte, che è superior subalterno del Reclusorio, e di tal maniera termina l'appartamento un tempo di qualche diporto del Sommo Pontefice Alessandro VI.
Uscendo dal salone e riprendendo il portico, questo gira in tre soli lati del chiostro, per la cagione, che nel quarto lato, occupato dal salone e camera contigua, sono murati li vani, ma nell'esterno seguitano le linee e le cornici del descritto ordine ionico. Le loggie superiori sono nel totale di 19 arcate; la loro luce in tutto e per tutto è eguale a quelle inferiori. La lunghezza gira lungo assieme pei tre lati palmi 419, di altezza palmi 24 1/2 e di larghezza palmi 14 1/2.
Sedici camere per abitazione de' detenuti circondano questo portico superiore. Il vano d'ingresso di ciascheduna camera è lungo palmi 3 1/2; alto palmi 8; tutte hanno una fenestra con ferrata, larga palmi 3 2/3; alta palmi 4 1/2. Le camere sono presso che tutte di un'egual grandezza; cioè lunghe palmi 20 1/2; altre palmi 22 1/2, e larghe palmi 17 1/2.
Compitoli giro del loggiato, si trova una camera grande, come, si è più sopra precisato, con altra più piccola, che formano il compimento totale dell'appartamento pontificio. Questi due ultimi locali attualmente dalla superiorità sono stati destinati ad altro uso.
Ultimata cosi alla meglio la descrizione del locale politico, per ciò che riguarda la parte architettonica, non dispiacerà di conoscere alcuni inconvenienti che vi emergono, e che influiscono al danno fisico dei reclusi.
Prima di tutto la corte quadrilunga è di una altezza eguale in tutti i lati; quindi l'aria manca della necessaria ventilazione, e si può ben dire, che quando vi ba piombato, è sempre la medesima, non avendo mezzo da sortire, e ne deriva da ciò un'aria pesante, malsana, anzi cattivissima, cho produce molti fisici incomodi, specialmente in costipazioni, dolori reumatici, flussioni di denti presso che nella generalità, e febbri periodiche pertinacissime.
Tutte le camere a guisa di celle de' frati, mancano egualmente di ventilazione, non avendo altro vano che quello d'ingresso, con una ben piccola fenestra la maggior parte delle quali a piombo al vano d'ingresso. Se Torio è pessima nei mesi estivi, non meno incomoda 6 in quelli invernali, atteso che i fortissimi e gagliardissimi venti settentrionali che vi dominano continuamente, vietano sortire dalle proprie camere. Se si tengono aperti gli usci, il vento, il freddo sono insoffribili, e si va incontro a de* malori; se si chiudono restano prive di luce le camere e quasi al Inno.
Il portico, che gira intorno a queste celle, ha lo svantaggio, che ad ogni piccola pioggia tira a se le acque pluviali, ed è poggio ancoro che il pavimento è costrutto in