Rassegna storica del Risorgimento

ZARA ; DALMAZIA ; MUSEI
anno <1940>   pagina <756>
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MUSEI, ARCHIVI E BIBLIOTECHE
IL MUSEO DEL RISORGIMENTO DI ZARA
Il Musco zaratino del Risorgimento, di prossima inaugurazione, avrà caratteri­stiche regionali del tutto speciali dovute al particolare svolgersi del Risorgimento in Dalmazia.
Come direttiva di massima, il Museo con le proprie raccolte tenderà ad illustrare la storia del Risorgimento nazionale in Dalmazia, considerato come uno dei periodi più importanti della storia della regione, soffermandosi però non solo sull'evoluzione dei fatti, ma concentrandosi particolarmente sulle principali figure di questo periodo durato almeno per la città di Zara dal 1797 al 1921, ma ancora incompiuto perii resto del territorio dalmata.
Il Museo poi illustrerà il contributo dato dai Dalmati al Risorgimento nazionale in genere, anche fuori della propria regione.
L'inizio viene fissato con l'entrata delle truppe austriache che, sopprimendo l'ul­timo avanzo della Repubblica veneta in Dalmazia, ivi sopravvissuta a se stessa per circa sei mesi, svellevano questa regione dalla compagine degli Stati italiani per sotto* porla alla dominazione straniera.
R seppellimento dei gonfaloni veneti, atto con cui i Dalmati piansero la fine di un mondo, segna P inizio di uno nuovo, e il Museo dispone di un preziosissimo frammento del Gonfalone di Perasto tagliata al momento della sepoltura.
D pruno periodo austriaco notevole per le riforme improntate al giuseppismo sopravvivente non ledendo in nulla il carattere della regione, anzi considerandola come provincia italiana, rappresenta una fase interessante di preparazione involon­taria a quella napoleonica.
Di questa, come della precedente, i cimeli sono pochi. La seconda dominazione austriaca, quella veramente antitaliana, cancella vigorosamente ogni traccia napo­leonica, per cui i pochi cimeli di questo periodo sono di alto valore per la loro rarità.
In questo periodo l'aspetto più notevole è rappresentato dalla lotta fra Governo e Carbonari e Giovine Italia. 11 Museo dispone di emblemi carbonari e di interessanti bandi contro le organizzazioni mazziniane.
Col periodo che va dal Quarantotto al Sessantuno si delinca una necessità nuova di lotta, quella per la difesa della lingua, che, fino alla guerra libica, andrà sempre più aumentando di importanza sostituendosi alla lotta politica stessa.
Col Sessantuno entrano decisamente in lizza gli Slavi, e con questi e non più col Governo austriaco si delinca la lotta, che è lotta per la lingua. Le fasi di questa sono documentate da una magnifica raccolta di sigilli, che presentano l'evoluzione nella legislazione austriaca per le lingue d'ufficio.
Succede un fatto unico nel Risorgimento: anche persone ligie e devote all'Austria lottano con veemenza a difesa della lingua e della cultura italiana in Dalmazia, salvando quel patrimonio ideale su cui poggia il diritto d'Italia.
Per questa fase il Musco è ricco di interessanti documenti ufficiali e la diffusione della fotografia ha facilitato la possibilità di fermare l'aspetto visibile di persone e di avvenimenti. È il periodo di Antonio Bujamonti, del Bugna, del Lapenna, del Trigari.