Rassegna storica del Risorgimento
INGHILTERRA ; MARSALA
anno
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1940
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pagina
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762
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72 Antonino Bertolino
L'ATTIVITÀ DEGLI STABILIMENTI INGLESI DI MARSALA DURANTE IL RISORGIMENTO
Il primo cittadino inglese, che in Marsala ponesse stabile dimora, pare sia stato il figlio di un ricco negoziante di Ltvcrpool, tale John Wuodhousc.
Era venuto intorno al 1770 per svilupparvi un commercio già in quell'epoca particolarmente attivo tra Marsala e la Gran Bretagna, quello delle ceneri di soda; ma sorpreso dalla forte alcolicità di quei vini, intuì la possibilità di creare un tipo, che ad imitazione del madeira fosse in grado di resistere, e vittoriosamente, alla concorrenza dei similari della Spagna e del Portogallo, colonie allora invisibili dell' Inghilterra.
Fu quello l'inizio della fortunatissima industria del e marsala ed anche il motivo primo che richiamò dall'Inghilterra in quella città tutta una schiera di imprenditori e di commercianti, v la quale, seppure non fu mai troppo numerosa, tuttavia per la somma di interessi, che vennero man mano a gravitarvi sopra, era destinata ad esercitare una influenza, che non poteva non essere decisiva per le fortune e per l'economia del paese.
Basterà qui soltanto ricordare la costituzione di sempre più vasti appoderamenti a vigne, fatta con capitali e nell'interesse dell'industria: nel feudo, che diventava agro, la cultura, che da estensiva si faceva via via intensiva, richiedeva una mano d'opera non soltanto ognora più larga, ma soprattutto assidua ed intelligente. Si venivano creando in tal modo quelle condizionila piccola proprietà ed una quanto mai intensa popolazione di rurali disseminata nell'agro che sin dal secolo XIX hanno determinate le caratteristiche delle campagne del Marsalese, popolose e prospere.
Ma se ed in che modo da economica, che era in principio, quella influenza sia divenuta grado grado anche politica e fino a quale punto poi le correnti di simpatia, che a testimonianza stessa di un cronista del tempo 2) già legavano il popolo alla industria, abbiano avuto presa anche sui sentimenti antiborbonici di quelle popolazioni, non è stato che io sappia convenientemente indagato.
Già è un fatto per quanto nessun scrittore ne abbia inteso il valore politico che durante le guerre napoleoniche gli stabilimenti inglesi furono larghi di rifornimenti alla flotta britannica, che operava nel Mediterraneo. Negli archivi degli stabilimenti Woodhouse sì conservano ancora i contratti. Uno, tra gli altri, porta insieme alla firma dei fratelli Giovanni e Guglielmo Woodhouse anche quella del contro ammiraglio
i) John Woodhouse ebbe come primi collaboratori i fratelli Guglielmo e Samuele. Tra i pruni operai dell'industria furono anche due bottai, Giacomo e Tommaso: il cognome non ci è pervenuto.
Nel 1812, poi, un altro inglese. nato nel 1784 nella contea di Jork B. Ingham, temperamento meno empirico o più speculativo sono parole di Tom. Giacalone Monaco, che agli studi sul marsala ha dedicato da tempo la sua attività di storico e di economista fondò una sua industriatali a quale diede un carattere più razionale. Ma tra gli Inglesi venuti nel Marsalese va anche ricordato quel Giacomo Hops, che nel 1837 costituì a Mazara una industria vinicola tuttora fiorente.
2) Il sacerdote Tito Ingiallili nella digressione decima iiclV Addizione. Fu pubblicata dal con. Lombardo (Marsala 1923). Si trova anche riprodotta in un opuscolo dì Tom. Giacalone Monaco (La politica del vino Marsala, Venezia, 1938) a p. 13.