Rassegna storica del Risorgimento
INGHILTERRA ; MARSALA
anno
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1940
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pagina
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763
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L'attività degli stabilimenti inglesi di Marsala* ecc. 763
Orazio Nelson, ed è una convenzione stipulata in data 19 mazzo dell'anno 1800 per la Fornitura di un carico di 70 pippe (hi. 2800) di vino alle navi ancorate nella rada di Malta.
Maggiore importanza sì è voluto dare, invece, dagli studiosi delle cose nostre alla presenza nel porto di Marsala di due navi da guerra britanniche durante la grande giornata dell'I 1 maggio 1860. Si i-ratta comunque di una circostanza, che non va in alcun modo sopravvalutata. Si sa che quella presenza fu affatto .casuale,. Uè pare che Garibaldi stesso ne facesse conto soverchio. Un suo ufficiale, anzi, che neh? impresa ebbe parte non secondaria e parlava in tempi non sospetti , dubitava persino del contributo effettivo, che l'atteggiamento del comandante Ingham recò allora ai Mille. Mi riferisco alla testimonianza del colonnello Giacinto Bruzzesi. D
La verità è piuttosto che l'Ingham non si curò di altro se non di raccomandare alle cannoniere borboniche di non aprire il fuòco prima che due suoi ufficiali, che si trovavano per avventura a terza, non fossero tornati a bordo, e di avere cura venissero risparmiati i magazzini e gli edifizi dei sudditi inglesi. Un intervento come si vede troppo interessato, e comunque insufficiente, per crederlo effettivamente rivolto ad agevolare i volontari nelle operazioni di sbarco. Tanto meno poi si può dare credito alla voce per altro mai accolta, neppure dagli scrittori meno benevoli che 1*Ingham abbia in tal modo voluto influire sull'atteggiamento dei Marsalesi o sulle decisioni, che di li a poco avrebbe preso il Decurionato. La délibezazione della decadenza della dinastia borbonica e gli accordi presi intorno alla dittatura di Garibaldi in nome di Vittorio Emanuele furono atti liberamente voluti dal popolo ed al di fuori di ogni influenza di estranei. 2)
Un significato avrebbe forse l'episodio del comandante Gaspare Vizzi, che, salvata notte tempo la bandiera del Lombardo, l'affidò al console di S. M. Britannica, Ingham. Senonchè, anche a non tenere conto che, se non forse il migliore, quello di consegnare la gloriosa insegna al rappresentante di una potenza allora non sospetta di eccessive simpatie per il governo di Napoli era senza dubbio un modo di metterla al sicuro, è sempre da tenere nella debita considerazione quali rapporti legavano il Vizzi all'Ingham; comandante come era il primo di una goletta, della quale l'Ingham era appunto l'armatore.')
Ma concludere senz'altro sulla scorta di questi elementi che gli Inglesi di Marsala non svolsero attività politica di sorta durante il nostro Bisorgimento e che si vollero mantenere estranei ad un movimento, al quale invece il Governo di Londra prendeva interesse quanto mai vivo, pare così arbitrario che, quand'anche non ce ne fossero prove, non potremmo rifiutarci di ammetterlo.;
Eppure sin dal 1849 una corrispondenza pubblicata sul giornale La Costanza di Palermo *) parlava esplicitamente dell'attività politico svolta quell'anno dal vice console d'Inghilterra in Marsala, Ingham, e faceva menzione anche di taluni suoi amici, con i quali appare evidente dal documento l'Ingham: non poteva essere legato soltanto da rapporti di commercio.
1) A. FlCUOi*?, Marsala neWEpopea Garibaldina: testimonianze di supèrstiti, G. Bmssesi, Marsala, 1911.
::Ì Che a Marsala si sia discorso della dittatura pare affermato anche dal Crispi: Lettera al marchese N. Spanò: Vòmere di Marsala, 1929. ìtfljky FIGLIOLI, op. eit.. G. Virzl.
24 marzo 1849, n. 190. p. 755.