Rassegna storica del Risorgimento

1859 ; ANNESSIONI ; AZEGLIO, MASSIMO TAPARELLI D' ; ROMAGNA
anno <1940>   pagina <771>
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Libri e perioditi 771
di alto tradimento per Insufficienza di prove, fu condannato a due anni di carcere con 1 ferri perchè trovato in possesso di scritti compromettenti. Il Gamberini. che frattanto era riparato in Piemonte, definito come un individuo pericolosissimo, pronto a prendere parte attiva a qualunque moto rivoluzionario, con sentenza successiva fu condannato in contumacia a venti anni di galera.
Nella seconda guerra d'indipendenza, numerosa fu la gioventù medicinese che accòrse ad arruolarsi parte nell'esercito sardo, parte nel corpo speciale che doveva por­tarsi nel "Veneto. Quelli che partirono verso il Piemonte furono arrestati a Modena dalla polizìa ducale, consegnati all'autorità pontificia di confine e tradotti alle carceri di Bolo­gna. Appena rilasciati, riuscirono, superando non poche difficoltà, a portarsi a Livorno e a Genova e, arruolatisi ncll'80, nel 17 e nel 44 reggimento di fanteria, combatterono con valore a Vinzaglio, a Magenta, a Palcstrp, a San Martino. A San Martino rimase ucciso dalla mitraglia il volontario Luigi Simoni, e il fratello Raffaele ebbe una coscia gravemente trapassata da un proiettile di fucile.
Quindici medicinesi combatterono con Garibaldi in Sicilia: di questi quattro, bat­tutisi.con intemerato ardore a Maddaloni, a Monte Caro, a MonteiGalvOi ricevettero in persona dal Comandante la promozione ad ufficiale e con tale grado parteciparono all'assedio di Capna. E giovani medicinesi in gran numero furono presenti a tutte le imprese posteriori o con l'esercito piemontése o con l'esercito garibaldino.
Alto contributo di eroismo e di sangue diede ancora Medicina alla guerra mon­diale, come fanno fede i suoi 323 caduti. Dopo la guerra visse trepidante di passione le ore della dura vigilia, forgiando lo spirito per la marcia su Roma. E primi furono gli squadristi medicinesi a partire il 29 ottobre 1922 verso Monterotondo, luogo di"concen­tramento, guidati da Emilio Cacciari, il quale assunse il comando di altre due squadre del Fascio* bolognese e delle due centurie Piave e Rombon. Passati in rassegna lo stesso giorno tutti i legionari da Benito Mussolini a Villa Borghese, i medicinesi ebbero l'elogio particolare del Duce, chef strìnse la mano al Cacciari e aggregò al suo stato maggiore, per il resto della rivista. Augusto Piata, il vecchio ardimentoso combattente.
Se il Luminasi, che si dimostra colto e studioso, avesse saputo, .come già abbiamo avvertito, rievocare con più vivida passione le tante gesta gloriose della sua tèrra, avrebbe fatto opera di certo ben degna: che molto giova far comprendere ai giovani a costo di quali indicibili sofferenze si è formata quest* Italia, che è loro dovere rendere sempre più temuta e più grande.
MARINO CIBAVEONA
ANTONIO LDCABELIX, / moti carbonari della Danniti alla luce di miopi documenti. Studio editoriale Dauno, Foggia (1939-XVU). (Biblioteca del Risorgimento Pugliese, diretta da MARIO SIMONE, sotto gli auspici del R." Istituto por hi Storia del Risorgimento Italiano), in 16, pp. 38.
Studi e documenti sulla partecipazione dei popoli della Capitanata al moto insurrezionale del 1820 verranno sempre a proposito, per chiarire le cagioni di questo, la sua estensione, e il particolare carattere che assunse in vari momenti dello
sviluppo.
E noto da vecchie memorie, e da recenti ricerche, e, particolarmente, da quella di Michele Manfredi sul moto nolano, che l'epicentro insurrezionale, disegnato origi­nariamente appuntò in alcuno dei popolosi centri del Tavoliere, si spostò verso Nola per l'impazienza di D. Luigi Manichini, che, dopo aver percorso vari paesi della Puglia, e presi decisi accordi con quei capi settari, agi in modo da vincere le ultime titubanze dei militari del Borbone Reale* 6 Iniziare la marcia su Avellino. Ma', se la mossa dei pugliesi fu ritardata di alcune ore rispetto a quella degPIrpini, la sua preparazione era già compiuta prima del fatale due luglio, e. qui più che altrove, unanimità e