Rassegna storica del Risorgimento
1859 ; ANNESSIONI ; AZEGLIO, MASSIMO TAPARELLI D' ; ROMAGNA
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1940
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774
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774 Libri e periodici
di Bari; l'8, i BB. GC. dì Cerigliela decìselo dì agire colla forza, e marciarono a Gottosa, dove la Costi limone fa proclamata da quei timidi'cugini solo all'avvicinarsi della Compagnia Leg io nari a: Barletta tentennò ancora un giorno*
I documenti che ora pubblica il Lucarelli, e che pure gettano luce su qualche particolare aspetto elei moti, non si possono, a rigore, considerare nuovissimi. Praticamente si restringono a due. Primo, un manifesto affisso in più luoghi del regno nel dicembre 1817, col quale si minacciava al Governo la resistenza passiva (sospensione del pagamento delle imposte), e, in un secondo tempo, l'insurrezione annata, se non fosse stata concessa una costituzione liberale, per la quale da tutti gli angoli del Regno erano state dirette al TC delle domande raggìonate. Deve essere uno dei tre ricordati dall'autore delle Memorie sulla Carboneria attribuite a Berthold!, e ci era parzialmente noto dalla pubblicazione che già ne fece la Caso su un esemplare mutilo e corroso. Chiaro segno del fermento che già sin d'allora lievitava: negli animi;, e >a suo tempo, motivo di tonto allarme, da provocare la ricordata missione dell'Intontì, època cosa, niente esplicito, oltre le minacce, sul tenore e sul peso delle presunte domande raggio-iiate; le quali, invece, ove ancora esistano negli Archivi, sarebbe ventura ritrovare, per conoscere, finalmente, le ragioni sulle quali si appoggiavano le richieste di costituzione e le linee programmatiche del regime desiderato. Altro, più lungo e meno oscuro, documento, il memoriale diretto dal tenente comandante la gendarmeria di Capitanata Paolo Raimondi a Lorenzo de (kmcilijs,-per rivendicare la parte da lui rappresentata nella sollevazione foggiana del 3 luglio, mettendola a riscontro, parti-, colormcnte, dell'inefficienza e dell'ambigua condotta del colonnello Giovanni Busso. Il memoriale fu certamente noto alla Cavallotti, che. nella sua prelazione alla traduzione dei Memoire of the secret societies of the South of Italy, ne ripetè, senza citarlo, quasi 'ad aerbum, alcune notizie sulla consistenza della Carboneria di Foggia nei mesi che precedettero la rivolta: ma non all'autore dei Memoirs, come, per evidente fretta nella lettura, pare credere il Lucarelli. Sfuggito, invece, alla Caso, che ne ebbe indiretta e ambigua notizia dalle carte foggiane, è stato ritrovato in copia manoscritta dal nostro fra gl'incarti del processo di Montcforte.
Esagerata e acerba protesta di un uomo della vigilia, dimenticato e posposto ad altri che nei pruni istanti del moto aveva vacillato e temporeggiato, va letto, natu-ralmente, con molta cautela. Tuttavia, precisione cronologica di dati e qualche lettera originale inserita nel memoriale ci danno la conferma dell'accusa rivolta da Guglielmo Pepe nelle sue Memorie al colonnello Russo, comandante il reggimento Re Cavalleria, di stanza a Foggia, di esser venuto meno al primitivo impegno di appoggiare il nascente moto, al quale aderì tardivamente, accettando la bandiera costituzionale, inviatagli dalla Magistratura Danna solamente quando il maggiore Pisa gli ebbe assicurato che il Ré: =i' èra; indotto a promettere la Costituzione. Conferma non trascurabile, quando si rifletta sul carattere polemico delle Memorie del Pepe, che toghe assai spesso ragione. di. fede alle sue asserzioni. Ma quello che meglio mette in chiaro questo memoriale è lo scarsissimo apporto dato dall'elemento militare alla sollevazione dì Capitanata, dove, a fianco del prete lacuzio e del sotto-intendente Rodine, anime effettivo e ardite del movimento, non trovi che i pochi gendarmi agli ordini del Raimondi, e il maggiore Vincenzo Pisa. Ora, se a questa constatazione .aggiungi i non meno ambigui atteggiamenti del Pepe e del De Concilj, acutamente rilevati e discussi dal Manfredi nello studio altra -volta citato, le accennate minacce soldatesche ai carbonari di Molise e di Terra di Bari, e, a contrasto, l'imponente mosso di militi, che si concentrò rapidamente, per muovere poi a Napoli, nelle due Lucanie e In Capitanata, cade decisamente la leggenda delle origini militari e .murati fané del sollevamento del '20. Questo, nella unanimità dell'azione in tanti Comuni, non rilegati da fucili vie di comunicazione, ci appare come un*imponente mossa popolare, localizzata, di preferenza, nell'elemento dei medi proprietari è del professionisti, die si preoccuparono di assicurarsi la neutralità e, possibilmente, l'appoggio delle truppe regie, per l'ovvia ragione di non trovarsi