Rassegna storica del Risorgimento
1859 ; ANNESSIONI ; AZEGLIO, MASSIMO TAPARELLI D' ; ROMAGNA
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1940
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Libri e periodici 783
E questa azione così intensa pone problemi svariatissinii, di ordine tecnico e di ordine organizzativo: distribuzione delle forze, loro ripartizione nelle varie basi, comando, provvedimenti per la difesa costiera, treni blindati, riparazione del naviglio soggetto a rapido deteriora mento.
Naturalmente su tutti questi problemi non mancarono anche i contrasti e le diversità di vedute, fra gli alleati e anche fra le nostre autorità navali, contrasti che portarono ripetutamente a cambiamenti.
La narrazione della guerra al traffico marittimo comprende in tutti i suoi particolari le crociere dei sommergibili nemici, ma essa sollevò dei problemi talmente nuovi che fu impossibile controbatterla efficacemente. I provvedimenti, più efficaci furono lo sbarramento dal canale di Otranto per mezzo dei drifters inglesi; sbarramento che ebbe la sua efficacia, ma che rivelò pure deficienze. Inoltre la difesa contro gli attacchi dei sommergibili ricorse al sistema dei convogli, alla fissazione di rotte prestabilite, all'armamento dei piroscafi, alla sorveglianza delle zone maggiormente battute. Ma tutto questo se alla lunga riusci a rendere difficile la permanenza nelle acque mediterranee dei sommergibili tedeschi, non evitò nei primi tempi gravissime perdite al tonnellaggio mercantile nostro.
Accanto a questa che è l'azione principale della nostra marina è anche la cooperazione alle spedizioni di oltremare, in Albania e a Salonicco, le operazioni in Libia, nel Mar Rosso e nell'Egeo, la partecipazione agli avvenimenti di Atene. Questa più che dal lato navale ha importanza da quello politico come esempio di forzata partecipazione alla guerra di un paese a causa e per effetto della sua posizione geografica marittima. Si creò così la situazione paradossale di un esercito che in territorio neutrale si comportava come in territorio di conquista, e per garantirsi le spalle da eventuali sorprese era indotto ad insistere per l'intervento della Grecia, che viceversa, voleva mantenere la sua neutralità.
Di fronte a questo rifiuto, governi dell'Intesa e Comando interalleato di Salonicco imposero al Governo di Atene misure e condizioni che generalmente si impongono ai nemici vinti.
A questi avvenimenti noi partecipammo in posizione di secondò ordine; tuttavia di essi vien fatta una narrazione breve ma equanime e tenendo conto non solo delle esigenze e del punto di vista degli alleati, ma anche di quello greco. Cosicché in tutta quella vicenda noi fummo quelli che più rispettammo la Grecia, mentre viceversa ci furono fatte le accuse più gravi ed incontrammo le ostilità più ostinate. Ma quello che ci separava dalla Grecia non era la spedizione di Salonicco e gli avvenimenti che ne derivarono, ma la questione dell'Albania meridionale.
In questi dne volumi si riscontrano le stesse qualità dei precedenti: esposizione minuta, senza appesantimento, degli avvenimenti, sobrietà nei conunenti e nelle considerazioni generali, che sono fatte di tanto in tanto e al momento opportuno, per l'orientamento del lettore; sobrietà, precisione e perfetta imparzialità nell'esposizione dei nostri rapporti con gli alleati. Aoéosto TORRE
SEBASTIANO STOCCBTEBO, Vicenza e d'Annunzio. Cronache d'arie e di gloria; Vicenza, Officina Tipografica Vicentina, 1939-XVHI, pp. 156*1* p.
Il D'Annunzio fu tre volte a Vicenza e in epoche diverse: nel 1901, per visitare il Teatro Olimpico che, nella sua intenzione, sarebbe dovuto divenire il teatro nazionale per la rinascita della tragedia classica; nel 1910, per tenere nel Teatro Eretennio la sua conferenza Pel dominio dei cieli; nel settembre del 115, durante la guerra, quando, di ritorno dal volo su Trento, vi atterrò con il velivolo colpito da proiettili di mitragliatrice. E più volte a Vicenza eroica e silenziosa, fulgido esempio, nei supremi pericoli, di costanza e di fierezza, inviò la sua parola aiuta di incitamento e di fede, salutandola con le espressioni più delicate e affettuose. Ma della città E divina, che ancor respira