Rassegna storica del Risorgimento
1859 ; ANNESSIONI ; AZEGLIO, MASSIMO TAPARELLI D' ; ROMAGNA
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784 Libri e periadici
il fascino di una bellezza deserta e imperitura. Egli ammirò soprattutto, con occhio di artista innamorato, le lince ce semplici e ferme dei palagi marmorei e le moli solide e compatte, profondamente radicate alla terra, su per le quali sembrano pigliar spazio e salire la forza e lo spirito di Roma. A tonto amore Vicenza corrispose conia devozione cordiale ch'essa sa nutrire per le cose nobili e grandi, e a più riprese volle offrire al Comandante, in atto di omaggio, preziosi doni che gli riuscirono particolarmente cari: un sarcofago del IV secolo, un frammento del vecchio leone di San Marco e alcune arche antiche, che furono destinate a racchiudere, nel cuore del Vittoriale, sul colle Mastio, in vista del Baldo e a specchio del Garda, le salme gloriose dei legionari fiumani.
Queste notizie, e altre o poco note o mal note o del tutto ignorate, leggiamo in un elegantissimo volumetto, ricco di fotografie, di xilografie, di autografi riprodotti, che, sotto gli auspici generosi e illuminati del Comune di Vicenza, ha testé pubblicato Sebastiano Stocchiero. Il quale, per darci contezza delle relazioni intercorse tra la sua terra natia e il PoetaSoldato, non si è accontentato di raccogliere, con lodevole pazienza, scritti molteplici dispersi in fogli, in riviste e presso enti pubblici e collezionisti privati, ma ne ha tratto motivo per rievocare, in forma limpida e appassionata, le secolari vicende della città berica dalle mutevoli armonie di luci e di colori, ove il Genio ha profuso a piene mani le sue mirabili creazioni.
Molte pagine della suggestiva fatica dello Stocchiero hanno particolare interesse
per gli studiosi del Bisorgimento, i quali apprenderanno, tra l'altro, a meglio conoscere
le gesta di Luigi Cavalli, l'intrepido volontario garibaldino, che tenne accesa in Vicenza
la fiaccola delle rivendicazioni nazionali e che fu ben degno di vedere ancora coronati,
con la redenzione di Trento e di Trieste, i suoi voti arden tassimi. , ,-.
MARINO CIRAVEGNA
MARIO TOSCANO, La Conferenza di Montreux e la nuova convenzione degli Stretti. Gontrano Martucci, editore, Milano, in 8, p. 230. L. 20.
Il 22 giugno 1936, si inaugurava a Montreux, nella Svizzera, la conferenza che doveva discutere intorno ad un nuovo regolamento degli Stretti di Costantinopoli, e concludersi in un trattato che ponesse d'accordo tutte le potenze interessate.
Parteciparono a quella conferenza la Francia, la Gran Bretagna, il Giappone, la Turchia, la Russia, la Romania, la Grecia, la Jugoslavia, la Bulgaria e l'Australia.
Non c'è bisogno di ricordare che i rappresentanti delle menzionate potenze si adunavano in un momento particolarmente difficile della politica europea, e questa circostanza, unita al fatto che la questione degli Stretti veniva legata alla politica societaria, e che i rappresentanti dell'Italia erano pertanto assenti, era di natura tale da rendere ancora più brigose e più irte le difficoltà sempre forti in quella storica questione che investe l'equilibrio nel Mediterraneo.
Dopo una sospensione determinata dal fatto che era convocata l'Assemblea e il Consiglio della Società delle Nazioni, si concludevano i lavori il 18 luglio 1936, e due giorni dopo la nuova Convenzione veniva firmata.
Sulla scorta degli Actes de la Conference de Montreux, Mario Toscano espone con sobrietà e con chiarezza quali fossero i lavori della Conferenza, quali le discussioni, e quali le conclusioni, lumeggiando gli interessi delle singole potenze in causa, e quali le concessioni a cui ciascuna fu condotta per addivenire ad un accordo.
In sostanza l'A. ha chiare argomentazioni per affermare che durante la Conferenza, la quale si inizia soprattutto per interessamento della Turchia, si delinea e si accentua un contrasto fra la Gran Bretagna e la Russia, e per rilevare .che Londra alla fine è costretta a capitolare di fronte alle concordi risoluzioni di Parigi e di Mosca.
L'A. analizza poi in ogni sua parte e nei suoi molteplici aspetti politici ed economici la nuova Convenzione, mettendo in rilievo le conseguenze che possono scaturirne in detcrminate circostanze nei riguardi delle potenze firmatario, e specialmente nei riguardi della Turchia; e poscia dà conto degli echi destati da quell'accordo nella