Rassegna storica del Risorgimento

SICILIA ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno <1917>   pagina <388>
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il suo liberatore, colui il cui valore era stato prodigio di guerra. I varj paeselli e le città, trascorse da Messina a Palermo, non ebbero che un unico grido nel festeggiare l'arrivo in Sicilia del Generale.
11 26 in Palermo, tutto era disposto per ricevere onorevolmente il Generale e gli altri ospiti, E i giornali, facevano la descrizione dell'alloggio con i più minuti particolari.
Sull'arrivo non mancano le preparazioni di calma, desiderandosi che II popolo non ecceda nelle acclamazioni. Se ne dà l'annunzio, ma si aggiungono i motivi della desiderata calma.
Questi i sensi espressi dai fogli più accreditati :
Warri'oo del generale Garibaldi.
Oramai non vi è più. dubbio; domani verso le 5.10 ant. sarà fra noi il duce dei Mille : dopo 22 anni rivedrà la città delle grandi iniziative come ei suole sempre chiamarla. Il Generale è in uno stato di salute debole e le grandi commozioni potrebbero influire sinistra­mente sul suo risico. Non grida soverchiamente ripetute, non onda di popolo soverchiale, che si lasci libero il passaggio del Generale, né si accresca con grida di evviva;* la sua commozione che deve essere grande nel di lui animo nel rivedere quelle amate mura in cui nei 1860 piantava il glorioso vessillo sul quale era scritto : Italia e Vittorio Emanuele .
La nostra popolazione, che ama di grande affetto l'illustre Gene­rale, saprà risparmiargli troppo forti commozioni.
Sappiamo che il comm. Florio oltre ad un vapore speciale per la traversata da Reggio a Messina ha offerto al generale Garibaldi il suo oagon-salonk
Il 27 marzo il Generale risponde da Messina, al Sindaco, mar­chese Delle Po-varo, e quesHi metteva fuori il proclama:
Cittadini,
Coli'animo commosso per la gioia vi do il lieto annunzio che domani alle prime ore del mattino sarà fra noi ti' generale Garibaldi, che da Messina mi ha spedito il seguente dispaccio :
4L Grazie suo telegramma. Felice poter salutare domani la città delle grandi iniziative-
rfò. GARIBALDI .
Dopo venti anni ei viene a rivedere il popolo, in mezzo al quale, Lui duce coi suoi Mille, operò prodigi di valore. Ei viene ad assistere alla commemorazione di una gloria nazionale.