Rassegna storica del Risorgimento
BERTUCCI GIUSEPPE ; VAL DI CENO ; CARBONERIA ; GROSSARDI GIOVAN
anno
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1940
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pagina
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815
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FONTI E MEMORIE
COSPIRATORI E CARBONARI IN VAL DI CENO
(GIUSEPPE BERTUCCI - GIOVANNI GROSSARDI)
Siamo ai primi anni della Restaurazione. Il Ducato di Parma si muove entro l'orbita di Vienna e sol minuscolo Stato vigilano assidui gli occhi d'Argo austriaci) timorosi del prigioniero di Sant' Elena e dell'erede del Còrso. Vero è ohe luogotenente parmense del Mettermeli è il Neipperg, intelligente e mite e, secondo scrive Alfonso Lamartine, il poeta che tra gli anni 1820 e 1830 ebbe a prestare i suoi servizi come segretario dei ministri di Francia presso le corti di Napob* e di Toscana in un dispaccio al Barone Damas:
Homme d'esprit, homme de sena, il dirige avee une haute abili té la Cour de l'Archiduchessc et le gouvernement dea ses petits Etats.
Ma egli doveva, pure tra accorti temperamenti, fare gl'interessi dell'Impero.
Frattanto se il moto di Napoli aveva eccitato una viva curiosità negli abitanti del Ducato, in quello Piemontese aveva corrisposto un intenso lavorio settario, di cui non si era accorta la polizia parmense, benché divenuta alta polizia. Del lavorio alacre dei settari parmensi, che si mettevano in rapporto con i cospiratori degli Stati vicini e diffondevano la Carboneria si ha, tra l'altro, una indiretta, ma autorevolissima conferma in uno dei costituti di Federico Confalonieri.
Lo inquisito parlò anche dei suoi rapporta con Panna... Egli si mostrava pienamente persuaso clic le Società segrete avessero preso in Parma e Modena molta consistenza.
Nel suo ritorno dalla Toscana si fermò a Parma qualche tempo. Le notizie posteriori da luì ritratte parlavano di un impiego dello truppa parmigiana in sorpresa di Piacenza, di una riunione di queste truppe alle modenesi ed alle pontificie da un canto ed alle piemontesi dall'altro.
Formatasi cosi la gran catena continuava né potendo più avere luogo nel loro sistema lo attuale regime* dovevasi in ogni più decoroso modo procurare che la Sovrana Maria Luigia, sgombrasse gli stati e si riunisse all'Augusto suo padre. Lo inquisito vide in Parma il conte Sonvitale, e il Martini. Era anche informato che attendeasi in Parma dalla Spagna il conte Claudio Linali. *)
i) V. A. Luzio, Nuovi documenti sul processo Confalonieri, Boma-Milano, Albrighi e Segati e C, 1908, pp. 101-102.