Rassegna storica del Risorgimento

BERTUCCI GIUSEPPE ; VAL DI CENO ; CARBONERIA ; GROSSARDI GIOVAN
anno <1940>   pagina <816>
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Adclvaldo Credali
Ma se Yalta polizia ancora non era edotta delle trame che con sottilissimi fili si estendevano per le varie località del Ducato,tuttavia vigilava e spiava attenta.
In data del 22 marzo 1821, il Podestà di Bettola, Scribani, con let­tera diretta al Catucci, Consigliere Generale di polizia si affrettava
di portate a notizia (avvertito da un confidente), essere questa notte giunto in paese un espresso spedito a questo sìg. Notaro Mena dal sig. Giuseppe Bertucci Notare di Bardi, con una lettera da consegnargli in proprie mani. Lo stesso ha confidato al detto confidente mio con tutta la massima riserva che il Bertucci dava notizie al Mensi che tutto il Genovese e in rivoluzione, gli aiutanti tutti sono in armi ed essere giunto il momento della rigenerazione e d'unirsi e fare partito e dimostrarsi veri Patrioti. ')
E, in data del 2 aprile 1821, lo stesso Podestà scriveva all' TU.mo
sig. Consigliere di Stato, Direttore Generale di Polizia.2)
Prosegue un continuo carteggio tra il notaio Bertucci di Bardi con questo signor notaio Mensi; anche ieri giunse colà un espresso con lettera a questi; oggi è partito il Mensi per Bobbio per intendere personalmente positive notizie del Piemonte, massime che qui si è sparsa questa mattina la notizia avere gli Inglesi sbarcati 30 mila fucili in Genova e che sono alleati con li Piemontesi e Genovesi e che vi sia unita anche la Fran­cia, cosa che ba molto elettrizzati li pochi partitanti che ritrovansi in questo paese.
Tali notizie allarmarono il Catucci, che nella sua Relazione d'alta
Polizia del giorno 6 aprile 1821 3) pur rilevando che
varie lettere delle podesterie del Ducato di Piacenza attestano che dappertutto regna tranquillità, sommissione e rispetto pel Governo, riferisce dopo gli accenni alle notizie avute dal Podestà di Bettola: Il notaio Bertucci di Bardi che chiamato si è presentato al sottoscritto nell'ultimo giorno di marzo scorso, ha fatto le più alte proteste di fedeltà all'Augusta Sovrana nostra.
Malgrado tale protesta e che il sottoscritto creda che questi due soggetti non abbiano relazioni tali da causare disordini, ciò non pertanto chiamerà anche il Mensi e lo ammonirà come fece col Bertucci, né mancherà incessantemente di fare sorvegliare sia Puno che l'altro.
Troviamo dunque il notaio Bertucci di Bardi tra quei pochi, che non soddisfatti di beneficenze e di lavori pubblici, cospirarono, sotto gli occhi di un Buon Governo, per un loro purissimo ideale: la Patria libera ed unita.
Con lui, già ricordato da Antonio Panizzi tra le prime vittime, uello stato parmense, del Duca di Modena, Giovanni Grossardi, carbonaro, pure della Val di Ceno, da Varano Melegari. 4>
*), Arca, Stato Parma (Buon Governo-Polizia Generale, n. 304, Biserv. Catucci, cai*. 6).
2) Arai. Stato Parma (Buon Governo-Polizia Generale, n. 304, Biserv. Catucci, cart. 6).
3) Ardt. Stato Parma (Buon Governo-Polizia Generale, cart. 199).
*) V. A. PANIZZI, Le prime vittima di FranceaùotHF, Duca di Modena, Roma-Milano, Società Editrice Dante Alighieri, 1897, pp. 71-72.