Rassegna storica del Risorgimento
BERTUCCI GIUSEPPE ; VAL DI CENO ; CARBONERIA ; GROSSARDI GIOVAN
anno
<
1940
>
pagina
<
820
>
820
Adelvaldo Credali
Don Antonio Bertoni, Arciprete, Vicario foraneo di Bardi, opportunamente interrogato dichiara:
che le persone che a Bardi dicevansi essere alla testa del complotto etano: l'ora defunto Podestà Bazzini, suo figlio il sig. Gian Antonio, il sig. notaio Giuseppe Bertucci, il signor Francesco Lavanga ed un certo Rossi di Credarola.
Essi erano in relazione col aig. conte San vi tale, quello che è Segretario dell' Università e, almeno così si disse allora per questa circostanza: che i cospiratori avessero tassato tutti i proprietari di Bardi, la qual cosa essendo pervenuta a notizia del signor capitano Gian Antonio Gugiielniani se ne lagnò egli col predetto sig. Bertucci il quale gli disse di stare quieto, perchè aveva ordine da Parma di procedere con moderazione e gli mostrò in prova una lettera del sig. eonte Sanvitale. *)
Ma guardate sin dove arriva l'audacia di cpei cospiratori! Due di essi, il conte Francesco Malaguzzi di Reggio e il Bertucci di Bardi, si danno convegno, quali consoci di cospirazione, nella Canonica di Varsi.
Il Malaguzzi era nipote del conte Filippo Linati, e, secondo il rapporto del Direttore Generale di Polizia Catucci, inviato al Neipperg in data del 28 ottobre 1820 egli, che dimorava allora in Parma presso Io zio, in Borgo Felino,
suole praticare coi sig/ri Uffizi ali Berchet, Bacchi, Grotti, tutte persone che si crede formino una specie di Unione Carbonica col giovine conte Linati.2)
L'episodio che non è scevro di un suo lato comico, merita di essere conosciuto.
Ce lo narra nel suo deposto testimoniale del 26 giugno 1822 Don Giuseppe Labadini, Arciprete di Varsi:
nello scorso anno miHeottocentoventi, in Ottobre, trovandomi io nella mia chiesa, vidi un giovane Signore in fondo di essa che udiva messa ed il quale dopo mi capitò in Sagrestia; il riconobbi ben tosto per il Conte Francesco Malaguzzi di Reggio che era stato mio discepolo quando nel 1807 entrai in casa Malaguzzi a Reggio come precettore dei figli e vi rimasi sino al 1812.
Io gli chiesi come aveva fatto a venire sin là ed egli mi rispose che essendo stato in un paese poco discosto, aveva voluto venirmi a ritrovare. Discorso facendo, mi disse che aveva mandato a chiamare il Sig. no taro Giuseppa Bertucci di Bardi perchè voleva parlargli; il che sentendo io risposi che mi dispiaceva ch'egli si mettesse in relazione con quel Sig. Bertucci, essendo generalmente riputato appartenente a qualcuna di quelle segrete Società di cui oggidì è l'Europa infetta, alle quali cose rispose il Conte Malaguzzi ch'egli aveva mandato a chiamare il Bertucci, perchè suo padre aveva un credito verso uno di Pontremoli per ima partita di frumento vendutagli e questo credito aveva a lui ceduto e il Bertucci gli poteva dare degli indirizzi onde ottenere il suo intento.
0 Arch. Stato Parma, cart. 29, voi. IH, p. 87.
*) Arch. Stato Parma, Buon Governo-PoL Generale-Catucci, cart, 109.