Rassegna storica del Risorgimento
BERTUCCI GIUSEPPE ; VAL DI CENO ; CARBONERIA ; GROSSARDI GIOVAN
anno
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1940
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824
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824.
Adelvaldo Credali
Il Busi, al dopo pranzo vi si recò e vicino al paese incontrò il Pietro Corsini che udito dove si recava, lo accompagnò a casa del Grossardi. Ed ecco quanto dichiara il Busi sul conato rivoluzionario del Grossardi.
Il Grossardi lasciò il Corsini fuori e chiamò me in un'altra camera, óve quando fummo da soli a soli prese a dirmi che le rivoluzioni di Napoli e del Piemonte avevano un piede esteso in tutta l'Italia e parimenti anche fra noi; che trattavasi dì liberarsi dal giogo dei forestieri che assorbivano le nostre sostanze e da reggersi da noi che avevamo persone capaci di farlo. Che già moltissime persone eransi a quest'effetto riunite ed erano pronte a prendere le armi e forse anche dei miei amici; che mi aveva oereiò mandato a chiamare perchè mi unissi anch'io e cercassi d'unire anche gli altri e che volendo io aderire, non avevo che a firmare un foglio, il quale egli lesse e che in sostanza conteneva un giuramento di portare aborrimento ai Sovrani e d'impiegare tutte le forze fisiche e morali per il sostegno della Costituzione ed infine di sottomettersi alla pena di morte in caso che si fosse tradito il segreto della cosa.
10 gli risposi ch'era sempre stato suddito fedele sotto i cessati Governi e che il volevo essere anche sotto l'attuale... e che quindi mi ricusavo di aderire in veruna maniera alle sue proposte.
11 Grossardi cercò di smuovermi dalla mia ostinazione coll'amplificarmi i vantaggi che in senso suo sarebbero derivati dalla Rivoluzione che intendeva di fomentare, ma tutto fu indarno, perchè io rimasi fermo nel non volerne sapere. *)
Andrea Scaffardi, rivela l'attività cospiratoria verso di lui spiegata dal Grossardi.
Quando scoppiò la rivoluzione del Piemonte il Grossardi mostrò apertamente di favorirla; gli disse che si doveva essere pronti a prendere le armi per la patria e prendere tutti un fucile in ispalla, tale essendo' l'obbligazione d'ogni buon cittadino, che avrebbero marciato sopra Bardi e avrebbero liberata l'Italia e ridotta ad un solo sovrano.
Lo stesso dà poi precisi ragguagli intorno ad un viaggio compiuto, in quell'anno 1821, dal Grossardi in Corsica:
Avendo sentito il predetto Sig. Grossardi che certo Bianchi Domenico di Cale-stano aveva fatto sorte in Corsica neh" intrapresa dei tagli d'alberi da costruzione, s'invogliò d'andarvi anch'esso e di tentare la sua sorte e siccome io ero pratico di quei paesi essendovi stato col Sig. Bianchi, così mi volle in sua compagnia, onde nell'autunno dell'ultimo scorso anno (1821) partì egli in compagnia dei Sig. Lodovico Gardoni e da Varano si portarono a Bardi, di là a Borgo Taro, quindi a Pontremoli e poi alla Spezia.
Io non posso dire che il Grossardi avesse qualche scopo segreto in quel viaggio: tutto quello che posso dire si è che nel breve tempo che soggiornammo in Corsica egli la percorse tutta, giacché da Bastia passammo a Corti, quindi a Boceognano, poscia ad A laccio, dopo a Vico e dopo alla Foresta dei Ioni, quindi passammo per un paese detto Niolo e ritornammo dopo a Bastia, durante la quale scorsa io m'avvidi ch'egli cercava di conoscere e.scandagliare Io spirito di quegli abitanti, cercandone conto continuamente. *>
Arch Stato Parma, cart 29, voi. Ili, pp. 259-260. *> Arch. Stato Parma cart. 29, voi. III, p. 263.