Rassegna storica del Risorgimento
BERTUCCI GIUSEPPE ; VAL DI CENO ; CARBONERIA ; GROSSARDI GIOVAN
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1940
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Adelvaldo Credali
Il processo contro i carbonari parmensi ebbe inizio il 21 aprile 1823 e si concluse con la sentenza proferita dalla Commissione mista, nominata con apposito decreto da Maria Luigia, il 29 aprile 1823. J>
Essa assolse, perete non convinti del crimine loro ascritto, oltre il Sanvitale, il Maestri, il Grossardi Angelo e Grossardi Luigi, anche gli altri due cospiratori e carbonari della Val di Ceno: Gian Antonio Bazzini e Mazzini Antonio.
Bazzini, ridonato a libertà, venne sottoposto ai precetti di Buon Governo; il Mazzini, per misure di Polizia, rimase nella Casa di Forza.
La Commissione poi ha dichiarato e dichiara costante in fatto essere risultato che:
Giovanni Grossardi di Varano Melegari, contemporaneamente allo sviluppo della rivolta di Piemonte, cercasse di unire gente col farne la proposta a diversi individui e a stringerli a un giuramento allo spiegato oggetto di secondare la suddetta Rivoluzione, ma che le di lui proposte non vennero accettate.
Essere pure risultato per altra parte che ne' tempi all'incirca dopo la Rivoluzione del Piemonte, il notaro Giuseppe Bertucci di Bardi, concepito avesse il disegno di proclamare in codesto paese una costituzione, determinato avendo a questo proposito il giorno 24 Marzo 1821, al quale oggetto abbia tentato di trarre al suo partito alcuni individui, invitandoli a colà recarsi appositamente nel giorno designato per tale proclamazione; che però le sediziose proposte dell'accusato incontrassero rifiuto nelle persone suddette.
Dietro le quali risultanze pertanto la Commissione: Quanto aHi Giovanni Grossardi di Varano Giuseppe Bertucci di Bardi, colpevole ciascuno di cospirazione, tendente a cangiare la forma del Governo di questi stati, progettata però, ma non accettata né conclusa e quindi repressa dall'art. 117 del codice penale parmense 2) condanna:
Giovanni Grossardi, domiciliato a Varano Melegari;
Giuseppe Bertucci, domiciliato a Bardi, notaio, adotto anni direclusione per ciascuno'3)
Invano essi ebbero a ricorrere. H Tribunale Supremo di Revisione, con sentenza del 20 maggio 1823, rigettò i loro ricorsi contro le rispettive parti della sentenza che li riguarda, perchè i fatti criminosi erano stati nei loro confronti rettamente qualificati e conforme alla legge l'applicazione della pena.
Con sovrana determinazione del 5 marzo 1824 il Bertucci ottenne, attraverso una supplica della moglie sua, di essere trasportato dalle prigioni di S. Francesco di Parma nel Castello di Compiano, per subirvi la pena cui venne condannato per crimine di Stato.
*) Il Bertucci e il Grossardi vennero con fermezza difesi dall'avv. Luigi Boi (ioni al cui aito ministero venne lasciata ampia liberta e indipendenza.
2) Art. 117: Se la cospirazione sia stata progettatiti nxa non conchiusa, né accettata, l'autore o gli autori del progetto saranno nel caso deWart. 113 puniti colla relegazione, e nel caso dell'art. 114, colla reclusione.
3) Arch. Stato Parma, ib cart. 29, voi. V.