Rassegna storica del Risorgimento
BERTUCCI GIUSEPPE ; VAL DI CENO ; CARBONERIA ; GROSSARDI GIOVAN
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1940
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827
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Cospiratori e Carbonari in Val di Ceno 827
Lo stesso Bertucci, in una lettera diretta ad uno stretto parente suo, dà conto del suo arrivo in quel forte e della indomabile sua fierezza di cospiratore:
Compiano 6 Aprile 1824.
Finalmente posso annunciarvi essere qui giunto nella mattina del 28 Marzo p. p. e che ho sofferto non poco nel viaggio, sia perchè l'aria libera a cui non ero più assuefatto mi ha procurato gran sensazione, sia atteso il tempo veramente diabolico. Ho impiegato tre giorni da 'Parma a qui passando per Borgotaro. Un brigadiere e un Dragone mi hanno scortato in carrozza da Parma a Fomovo e di là sino qui a cavallo.
Qui mi trovo bene perchè lontano dai rumori di uno stabilimento in grande e perchè vicino alla mia famiglia e ai miei piccoli interessi. ,
Siamo tre detenuti: io, il Sig. Maggiore Berchet, e il Sig. Tovazzi Guardia d'onore di S. M. e viviamo tutti a nostre spese in pensione con questo Sig. Comandante. Mi ci vogliono ancora vari giorni per rimettermi dallo strapazzo del viaggio, durante il quale ho anche preso della neve ed una gagliarda costipazione.
Sappiate che Bertucci è sempre lo stesso, che è immutabile e che le disgrazie possono perseguitarmi, opprimermi, ma che niuna forza umana altererà mai il mìo sistema... *)
L'anno dopo e precisamente il 20 agostoL825, nella circostanza del suo giorno onomastico, volendosi dalla duchessa Maria Luigia usare alcun tratto d'indulgenza verso i detenuti di stato , sia al Bertucci ebe al Grossardi viene proposta l'alternativa di abbandonare l'Italia per tutto il tempo della rimanente condanna, o di rimanere rinchiusi nel Forte di Compiano, col condono, in questo caso, di tre anni della loro pena.
Mentre alcuni preferirono la via dell'esilio, il Bertucci ed il Grossardi, col Micali ed il Marchi rimasero a scontare il resto della pena nelle mude del Castello di Compiano, dove le visite dei parenti e degli amici, l'umano trattamento del Comandante del Forte attenuarono non poco il disagio della politica clausura.
Essi, dopo cinque anni di reclusione, uscirono dal Forte, in libertà, nel maggio del 1828, 2) non certo domati nel loro spirito fiero, sempre fervidamente teso nell'aspettazione di un nuovo tempo: l'indipendenza del loro paese.
1) Lettera inedita, favoritami dalla gentile sig.ra Amelia Bussa Marchand, di Bardi, nipote del fiero carbonaro.
2) E cosi se ne comunica la notizia alla moglie del Bertucci in data 18 Maggio 1828 :
Signora,
L'IIl/mo Sig. Commissario con rispettabile di Lei foglio del 17 andante mese n. 2306 appoggiato ad un ossequiato Dispaccio dell*Inclita Presidenza dell'Interno del 14 detto mese n. 12296-4852 mi annuncia ed io partecipo a Lei come fo colla presente d'essere a Sua Maestà piaciuto di ordinare, in coerenza alla Sovrana Disposizione del 30 Agosto 1825, che il Sig. Bertucci Giuseppe di Lei marito, detenuto di Stato, e