Rassegna storica del Risorgimento
BERTUCCI GIUSEPPE ; VAL DI CENO ; CARBONERIA ; GROSSARDI GIOVAN
anno
<
1940
>
pagina
<
828
>
828
A delvaldo Credali
* * *
Attraverso i documenti sui quali vi ho intrattenuto, si svela in pieno l'azione patriottica dei due ardenti cospiratori, compiuta con una fede operosa e viva e una saldezza d'animo non mai venuta meno nel suo fervore e nella sua audacia.
Lungo l'aspra e travagliosa via della redenzione, troveremo ancora il Bertucci e il Grossardi partecipi ai moti del 1831 e a quelli poi del 1848.
H Bertucci dovrà in seguito, sopportare sempre tetragono a ogni viltà, i precetti di Polizia a cui venne assoggettato dal Governo di Carlo III di Borbone e morire il 13 aprile 1856, senza potere raggiungere la terra promessa del suo sogno luminoso.
Il Grossardi dovrà calcare la strada dell'esilio e in terra di Francia, pur tra una lodevole attività culturale, soffrire la nostalgia del suo paese. Ma, più fortunato dell'altro consocio, la morte lo coglierà nel luglio del 1861, allorché il suo grande ideale dell'unità italiana si era in buona parte compiuto.
Questi due uomini, cresciuti nella selvaggia e solitaria Val di Ceno, militanti nello stesso campo in un periodo in cui la passione politica si esaspera nelle sette e morde più forte, perchè più contenuta e soffocata, l'animo nobile e generoso, ora ci sorgono incontro, nelle vecchie carte, rivelanti tutta la loro tempra battagliera e risoluta di assertori del patrio riscatto.
Il fiume degli anni non è corso così tanto da seppellire le loro gesta politiche e il risveglio di queste antiche vicende che inquadrano nella loro luce gloriosa i precursori del movimento dell'unità italiana e la risurrezione di vecchi fantasmi non è inutile, né oziosa, ma rientra nella legge della storia coi suoi precisi riferimenti, che sino ad ora, nei confronti dei nostri due indomiti valligiani, sono in gran parte mancati.
ADELVALDO CREDALI
rinchiuso nel Castello di Compiano, sia posto in libertà si tosto che avrà in quello compiuto col giorno 26 di questo stesso mese, il quinquenìo cui per Sovrana Clemenza fu ridotta la pena di otto anni di reclusione alla quale era stato condannato con Sentenza della Commissione mista, confermata dalla Revisione con giudicato del 20 Maggio 1823. Nel comunicarLe tale Sovrana disposizione, la prego nel tempo stesso di rendere intesa di si consolante notizia anche tutta l'intera di Lei Famiglia. Ho il bene di distintamente riverirLa,
Il Podestà Carpaniai.