Rassegna storica del Risorgimento

CIVITA CASTELLANA ; GIULINI PACIFICO
anno <1940>   pagina <869>
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I reclusi di Civita Castellana, ecc. 8(59
e lasciando ad ognuno libera volontà di accettarlo, o rifiutarlo. La maggior parte de* Reclusi lo domandò, e l'ottenne; alcuni per plausibili ed oneste ragioni non poterono goderlo (vedasi la Tabella 14*), ma tatti indistintamente nell'autunno dello stesso anno 1836 furono tradotti nel Lazzaretto di Civitavecchia (Tabella 6), nel quale vi restarono quelli, che dovevano partirò per l'Esilio, e gli altri si trascinavano alla Darsena (Tabella 14* suddetta), e fra questi pure si trovava lo scrivente. Molto si potrebbe dire su questa spedizione, e sul contegno tenuto nel complesso dello operato, ma vi si ponga un velo sopra, senza però mai dimenticarlo. Per la partenza degli esi­liati, dei tradotti in Darsena, e dei pochi rimasti in Reclusorio, che andavano in Uberto per termine di condanna, dopo non molte settimane, o per quelli che erano sotto l'anno graziati nel marzo 1837, la Reclusione restava sciolta, tranne quelli portati nella Tabella 13*, due dei quali cessavano di vivere, uno era infermo, e gli altri cinque sotto causa, che venivano condotti in Roma per presentarsi alla Seduta, e rientravano dopo condannati, e da questi ebbe principio la Terza Reclusione, come alla seguente Tabella n. 20.
Sarà bene osservare che nella Tabella 5U alla finca Ingresso al bagnetto altro non significa che dapprima nel Forte eravi un locale destinato pei forzati da cui prese il nome di Darsena, e conservò quello di bagnetto. Ridotto poi ad altro uso sul finire del 1833 si addotto il metodo di lasciare li politici per alcun tempo, dopo il loro arrivo, in detto locale, avanti che entrassero nel Reclusorio, ed affinchè non si ignori la causa, si è anche voluto indicare nella suddetta Tabella. Tale misura non era però generale albi venuta dei Politici, perchè molti si facevano entrare subito in Reclusorio, come chiaramente si vede nella finca rispettiva, che resta individualmente caricata, o lasciata in bianco.
Si osserva altresì che nel Maggio e Luglio 1831 furono tradotti nel Reclusorio Romualdo Fabrini di Pesaro, ed il medico D1* Clemente Paolini di Urbino, il primo condannato a tre annidi opera pubblica, ed il secondo ad anni dieci di galera; entrambi per monetari falsi, quindi non appartenevano in conto alcuno alla causa politica. *) Sortirono dalla Reclusione li 10 settembre 1832, e posti nell'esterno del Reclusorio per le istanze reiterate dei politici. Il vitto che percepivano era comune agli altri.
Zattoni Antonio di Forlì portato al n. 84 della Tabella 5a, sortito il 5 Settem­bre 1833 per termine di condanna, è quali'istesso, che nella medesima Tabella vedasi al n. 243, per essere stato di nuovo carcerato il 5 Febbraro 1836, per altre emergenze, quindi ài totale dei politici è realmente di 272 e non di 273, risultando questo ultimo numero pel duplicato Zattoni.
Si era omesso di dire che tutti gli individui partiti per Civitavecchia come alla Tabella 6* dal giorno della loro partenza percepirono bajocchi 15 per trattamento quo­tidiano, che ricevettero gli uni sino all'atto dell'imbarco per l'esilio, gli altri sino al passaggio nella Darsena, e a questi ultimi dal giorno del loro ingresso nella medesima di nuovo vennero loro somministrati li 2 bajocchi siccome ricevevano a Civita Castellana.
*) Per la spia Clemente Paolini basta quanto l'Orsini documenta. Ved. F. ORSINI, Memorie politiche, 2a ed., Torino, Degiorgis, marzo 1858, pp. 320-321; ma ved. anche Protocollo della Giovine Italia, Imola, Galeati, 1916, voi. II, pp. 3,11, 21, 111, 115,117, ecc. Eppure il Mazzini se ne giovò lungamente. Precisa notizia del Paolini dà, desumen­dola dai processi della Sagra Consulta, che egli conosceva per lunga e sapiente indagine, Michele Rosi (L'Italia Odierna, cit. 1923, voi. II, 1.1, p. 209). Apprendiamo così che già nella precedente prigionia in Castel Sant'Angelo, U Paolini col truffatore Matteo dei conti Biili aveva cominciato a raccogliere informazioni politiche dai condetenuti. Fuggitili 29 giugno 1831 e ripresi dopo sette giorni, avevano fatto a gara nel denunciare i compagni. Qaesto valse al Biili la grazia e al Paolini benevoli riguardi. (JV. d. E.)
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