Rassegna storica del Risorgimento

FRANCIA ; TRIESTE ; SARDEGNA (REGNO DI)
anno <1917>   pagina <399>
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RECENSIONI
Gv PALADJKO. p ptootutfone napoletana net 184. Gasa editrice dott. Francesco Tal-lardi, Milano.
È questo un bel libro; oM, sebbene pubblicato qualche tempo ad­dietro, non sarebbe inutile di rileggere oggi, sia perche si riferisce al nostro Risorgimento, sia perchè, mettendoci innanzi le discordie dei patrioti italiani, negli anni in cui cominciò la nostra resurrezione, in tante cose ci potrebbe ammaestrare, e specialmente ad essere uniti e concordiÌ ciò, che non si lece nel '48 e '49, per cui furono provocati quei dolorosi disastri a tutti noti,, che lasciarono l'Austria ancora padrona in molte terre italiane dalle quali invece, con un po' di energia, si sarebbe forse potuta acacciare pei* sempre, evitando così tanti dolori e tante guerre.
L'autore, prima di venire al punto principale della sua opera, ci fa una viva.pittura delle condizioni del regno di Ferdinando II, sul cui principio sperarono bene, ma inutilmente però, i suoi sùdditi, giacché il re si mostrò ben presto, dispotico, fanatico e superstizioso, dandosi completamente in braccio a frati e preti .fcui aveva dei tutto affidata l'educazione e la cultura dei giovani), fino a conferire il. gracló-<l{ Maresciallo di campo del suo esercii: a Sant' Ignazio <p, Loyolai
]M oltre al clero, serviva a rafforzare il cieco despotìsmo del re, la polizia, sotto l'odiato 1M Carretto, uomo che non rifuggiva dal ricor­rere a qualunque mezzo IE si spiega perciò; come il governo napole- tano. fosse fieramente bollato dall' inglese Gladstoue e dalla ardita e nobile Protesta del Settembrini!
Eppure, nonostante questo tintissime condizioni, nonostante la grande ifenorànjàà della plebe; che non tìspondeva perciò alle incita­zioni dei liberali, questi, in massima parte borghesi, ebbero una certa forza e provocajpono dal 1830; al '48! fptó tìssimi moti* itepe-