Rassegna storica del Risorgimento
FRANCIA ; TRIESTE ; SARDEGNA (REGNO DI)
anno
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1917
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sero nel Napoletano, prima che altrove* quella scintilla rivoluzionaria che travolse tanta parte d'Europa. Ma tali moti, come ben nota l'autore, ad eccezione del tentativo dei fratelli Bandiera, non furono provocati dai Mazziniani : anzi, essendo il popolo, cui costoro specialmente si rivolgevano, nella più crassa ignoranza, si trovò spesso in perfetta contraddizione col Mazzini, dando sempre un carattere del tutto regionalistico alle proprie sollevazioni.
Nessuno infatti pensava allora alla fusione del Napoletano, coi resto d'Italia ! E perciò neppure le idee Giobertìane attecchirono nel Napoletano, contrario, per antiche ragioni, alle tradizioni tempora-listiche.
Tuttavia non mancò anche qui quell'entusiasmo suscitato ovunque nel 1846 dall'assunzione al trono di Pio IX: e ben presto perciò alcuni liberali, spingendo lo sguardo più lontano, pensarono alla lega UaMàMa, iniziando in tal modo la trasformazione del patriottismo napoletano-in patriottismo italiano . E si chiesero al re riforme e costituzione e la partecipazione alla lega doganale italiana; e,, poiché il sovrano? resisteva, si sollevarono le Calabrie e la Sicilia: e quando Ferdinando lì non potè pru; contare come aveva sperato, sull'appoggio dell'Austria, per l'opposizione stessa del papa, fu costretto a eedere e a promettere, nel gennaio del 1848, la costituzione che u accolta da grandi feste e da grandi esplosioni di entusiasmo. Ma ben 'presto si vide quanto poco fossero maturi i NapòtéMÌ olla libertà lìjssl e le più disparate aspirazioni, non tardarono a manifestarsi nei. sui.-* morosi giornali sbocciali, dovunque come funghi dopo la concessione della libertà di stamparti sicché non era facile orientai*! in mezzo a tantere- fcosl opposte tendenze. Si manifestò anche un forte scontento a causa della Restrittiva legge elettorale:, e i primi ministrisi trovarono inoltre in difficili condizioni, specialmente per la rivoltia scoppiata in Sicilia, di cui n'onm .riuscì ad impedire il distacco dal regno, inskune con Papertura dì MmParlamento a Palermo (25 marzo).
Le difficoltà furono accresciute dalla notizia delle rivoluzioni ijg Berlino, dì Vienna e. di Milano è dalla guerra dichiarata da. tìailf. Alberto all'Austria. Allora anche i Napoletani ineomineiai-onó ad orientarsi verso una più ampia concezione nazionale : per cui si dovette costituire un. nuovo Ministero; -presieduto da Carlo Troja il quale dichiarò Ja -guerra aU-Austria, nonostante le riluttanze di iFér-dinando M ed anche; M' alunni" membri del Gabinetto stesso che non sapevano staccarsi! da tradizioni regionalistiche a loro cosi
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Ma le truppe! napoletane', fòiypno spedite molto a rilento, mentre le agitazioni continuavano ognora anche perchè le classi popolari,