Rassegna storica del Risorgimento

BARBETTI EUSEBIO ; BARBETTI RUBICONDO
anno <1940>   pagina <949>
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VITA DELL'ISTITUTO
VINCENZO ANSIDEI DI MONTEMARTE
Il giorno 30 aprile u. s. nel suo palazzo in Perugia è morto il Conte comm. dott. Vincenzo Ansidei di Montemarte. Con lui Perugia ha perduto un insigne studioso delle sue memorie, che nella lunga vita per la ricerca appassionata e costante aveva acqui­sito notevoli benemerenze nel campo della storiografia italiana. II Comitato perugino per la Storia del Risorgimento italiano, che lo ebbe per molti anni consultore e ne apprezzò le eccellenti qualità del cuore e dell'intelletto, si è associato alle commosse manifestazioni di cordoglio tributate alla memoria dell'Estinto dai numerosi enti ed istituti amministrativi, culturali ed assistenziali nei quali il Conte Ansidei aveva prodigato tutta la sua attività.
Vincenzo Ansidei era nato in Perugia il 22 aprile 1862 dal Conte Alessandro, egregio cultore di studi storici e letterari. La sua famiglia, d'antica nobiltà, s'era già illustrata per uomini egregi negli studi e negli uffici di pubblico governo: un suo zio, Reginaldo Ansidei, era sindaco di Perugia, e vi rimase per molti anni, confortato dal suiEragio di tutta la cittadinanza, che vedeva in lui l'uomo del Risorgimento degno di tutelare gli interessi civici per il suo illuminato sentimento nazionale, per la sua integrità esemplare.
In questo ambiente dove le tradizioni domestiche, la religione e la patria avevano il culto cordiale di una vita condotta a rigore di coscienza e dove la cultura, nella più alta accezione della parola, era sentita come mezzo di elevazione spirituale, crebbe il piccolo Vincenzo.
Fioriva a quei tempi in Perugia una rigogliosa vita intellettuale ed artistica. Vin­cenzo Ansidei fu in intime relazioni con Nicola Danzetta, Cesare Fani, Guido Pompilj, Romeo Gallenga, Alinda Bonacci BrunamontL Con Francesco Conestabile della Staffa e con Roberto Mongtomery Stuart propugnò in caldi articoli di giornali, da essi fondati e diretti, il programma di conciliazione tra la Chiesa cattolica e lo Stato italiano, la soluzione della questione romana , la grande questione che parve sempre insolubile, la questione centrale, il problema più grave che si sia agitato come egli stesso più volte ci ha confessato rivivendone il tormento nella nobile coscienza di cattolico e di italiano di Vincenzo Ansidei, che l'ha visto finalmente risolto nell'ultimo decennio della sua vita per la buona volontà dei due supremi poteri.
- Laureatosi in giurisprudenza nell'Università di Perugia, Vincenzo Ansidei si recò a Firenze, dove nell'Istituto di Studi'superiori seguì il corso di sociologia. In questa città conobbe e frequentò i più insigni letterati e studiosi come Ermenegildo Pistelli, Augusto Conti, Pasquale Vi lari, Federico Persico, Guido Mazzoni e Isidoro del Lungo. Colìaborò efficacemente alla Rassegna Nazionale, la rivista allora fondata e tanto bene­merita nella stO'ia della nostra cultura, aderendo senza riserve al programma patriottico che la rivista fiorentina sosteneva con tanta nobiltà e sincerità di intendimenti.
Nel 1886 il Conte Ansidei pubblicò gli Studj sulla costituzione dei Senati ed alcuni criteri per la riforma di quello italiano, che furono in tutta Italia molto letti e commen­tati. Fu apprezzato il pensiero ebe aveva mosso l'autore a studiare l'istituto senatorio, quello, cioè, di restituirò alla Camera Alta tutta la legittima autorità e dignità, di scioglierla nell'esercizio delie sue funzioni dalla soggezione ai voleri del gabinetto ministeriale.
Moderato per naturale temperamento, per educazione e per studi, così rimase per tutta la vita, aumentando in sé quelle idealità che animarono la Destra storica
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