Rassegna storica del Risorgimento

FRANCIA ; TRIESTE ; SARDEGNA (REGNO DI)
anno <1917>   pagina <403>
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fuggito da Roma, cercando riparo, come foce un pò* più tardi anche il granduca di Toscana, presso Ferdinando If, die fu cosi tutto gon­golante di gioia per avere primo iniziata e fatta trionfare la reazione. Ormai dunque egli già pensava al momento in cui si sarebbe potuto disfare della Camera e dello Statuto.
Quanto pila prima, che tornò a riunirsi il 1 febbraio, dopo al­cune discrepanze, fu presto sciolta il 13 marzo. E quanto allo Statuto, bisognava procedere un po' più cauti ; perciò si aspettò la disfatta di Novara e l'assoggettamento completo della Sicilia: poi furono sol­lecitate le autorità a stendere petizioni chiedenti l'abolizione dello Staluto, dietro la traccia; di una formula ufficiale. Si venne così anche alla soppressione di esso, infierendosi poi còtìtro tutti coloro che avevano avuto il torto di credere alle fallaci promesse del re ed ave­vano amato e venerato la libertà! E furono fortunati quelli che po­terono scampare alle perseeuzionì del Borbone, rifugiandosi special­mente nel libero Piemonte dove portarono il contributo dei loro affetto alia libertà e alla unità completa di tutta quanta l'Italia!
È tale in succinto il contenuto del libro del Paladino, di cui ho volato mostrare specialmente ciò che s riifériseè alla trasformazione del municipalismo napoletano in nazionalismo italiano. E questa è la parte più interessante del libro. Meno interessanti sono invece i molti, anzi i soverchi particolari che in un volume come questo* fatfo; per il gran pubblico, dovevano essere trascurati poiché spesso nuoc­ciono alla chiarezza e alla comprensione delle linee generali della narrazione storica. Infatti, qualche volta, non è facile orientarsi in. mezzo all'esposizione minuziosa di alcuni avvenimenti, come quelli narrati, per esempio, nei capitolo secondo e nel capitolo quinto, I'H tore avrebbe dovuto, possibilmente,, tenendo presenti le linee: generali dei fatti, molte cose metterle ih note;: ma si sa, non sono questi che piccoli difetti di uh lavoro il quaèSefira però fatto con coscienza
e con scrupolo.
Età!ti;:o MsLGntORi.
A. ~tmm. <M filosofia paUfùtr. di tasB0eMtMgfM Bologna, Zf. ZanlcuelIi, lft pagg. XV36
Il Levi non si 'discosto dal Màsoi il gidlcareidinieile ranuUsi del {Msn-wewo illogico mazziniano, non perchè presenti tròòrtte'wrto. complessità, o atìfta molteplici-asi con alttf/stemi* ma proprio per le ragioni contrarla; par l'assenza di legami tra esso le altro