Rassegna storica del Risorgimento
ESERCITO PONTIFICIO ; STATO PONTIFICIO
anno
<
1941
>
pagina
<
74
>
74.
Paolo Dalla Totro
divenne, corpo regolare di artiglieria. Capitano già nel 1.796, il 4 Decembre di quell'anno fu promosso Maggiore ed ebbe il comando del Corpo di Artiglieria. Con molto zelo si dedicò alla scuola speciale di artiglieria, dando lezioni pieno di preziosi ammaestramenti. Nel 1797. durante 1" invasione francese, rese eminenti servigi. Nel Febbraio 1798, occupata Roma dai Francesi e sciolto 3 piccolo Esercito pontificio, il Colli si ritirò in famiglia; finché nel 1800 restaurato il Governo della S. Sede tornò a riprendere il suo posto. T. Colonnello nel Luglio 1802, per la morte del genitore Generale Francesco, fu nominato Castellano del Forte S. Angelo in Roma. Nel Luglio 1803 Pio VII lo annoverò tra i suoi Camerieri segreti di spada e cappa. Il 2 Febbraio 1808 un corpo di seimila francesi comandato dal Generale Miollis occupò di nuovo Roma e le truppe pontificie furono tutte a forza incorporate nelle francesi, per cui il Colli fu costretto a subire la sorte comune. In breve su molti storici campi di battaglia si acquistò il grado di Colonnello, dando splendide prove di coraggio e di scienza militare tanto da riscuotere i meritati elogi dello stesso Napoleone. Nella disastrosissima ritirata dalla Russia il Colli comandava presso la Vistola tutto il gran parco di artiglieria di riserva dell'Esercito d'Italia, ed egli con somma abilità operò si bene in tale tremendo infortunio, che fu il solo ed unico ufficiale superiore di artiglieria, che riuscì a salvare i suoi pezzi senza perdere né un cannone né un carro, mentre gli altri ebbero a subire perdite incalcolabili. Ma l'immense fatiche e le grandi sofferenze scossero talmente la salute del CòlU, che sullo spirare del 1812 cessò di vivere terminando cosi una carriera veramente gloriosa.
XHì. COLONNA PRINCIPE FITJEPO, Assistente al Soglio, Patrizio Romano, nacque a Napoli il 3 Settembre 1760, dal Principe Don Lorenzo e da Marina d'Este, figlia a Carlo Filiberto della linea dei Marchesi Estensi di San Martino, capo della quale fu Sigismondo figlio a Nicolò III Signore di Ferrara. Nel 1780 sposò Caterina Luigia di Savoia Carignano. Nel 1796, allorché i Francesi invasero Bologna e gran parte delle Legazioni Pontificie Pio VI per difesa dei suoi diritti, ordinò forti armamenti. Il Principe Colonna, memore delle grandi gesta militari dei suoi antenati, massima del Gran Marcantonio vincitore a Lepanto, si rese sommamente benemerito del Sovrano e della patria, fornendo, con rarissima generosità, al S. Padre due reggimenti, uno di fanteria e l'altro di cavalleria completamente equipaggiati ed armati, oltre a 12 cannoni. Dando cosi anche splendido esempio agli altri Principi romani, che lo imitarono col fare offerta di molti uomini armati ed equipaggiati e con larghe offerte in denaro. Pio VI onde rispondere in qualche guisa a tanta generosità ed attaccamento del Colonna, lo nominò Colonnello proprietario del reggimento di fanteria e Consigliere alla Congregazione militare, dallo stesso Santo Padre allora istituita. Il 14 Gennaio 1797 lo promosse a Generale di Brigata ed il seguente 1-5 Agosto a T. Generale, senza soldo. Nel 1798 per l'occupazione francese di Roma il Colonna sì ritirò a vita privata. Nel 1800 giunto nella sua capitale Pio VII, riprese egli U suo posto d'onore fino alla seconda invasione del 1808, allorché nuovamente si ritirò a vita privata e fu colpito dal Governo francese con gravissime contribuzioni in odio alla sua somma fedeltà ed attaccamento alla S. Sede. Reduce definitivamente in Roma, nel 1814, il glorioso Pio VII, il Generale Colonna tornò a riprendere il suo posto nell'Esercito pontificio come Consigliere alla Congregazione militare, contribuendo eoi massimo zelo o lode, stante i suoi esatti e valevoli consigli, alla sollecita riorganizzazione e buon andamento della istituzione. Cessò di'vivere il 26 Ghigno 1818 e fu universalmente compianto.