Rassegna storica del Risorgimento

ESERCITO PONTIFICIO ; STATO PONTIFICIO
anno <1941>   pagina <76>
immagine non disponibile

76
Paolo Dalla Torre
illustrandosi per intuito e per scienza nelle cose militari, per freddo valore sai campi di battaglia]. Il 20 Settembre 1870 presiedeva il Comitato di difesa confermando sempre più la sua grande esperienza bellica e dopo la Tesa assunse il comando delle truppe capitolate. Quindi si ritirò a vita privata, fedele come sempre al Sovrano Pontefice. Era fregiato della Grancroce di S. Gregorio Magno e dell' Ordine dell'Aquila Estense, della Commenda di S. Silvestro, della Legion d'Onore di Francia, e di Francesco 1 di Napoli, della Grancroce dell'Ordine Piano (Breve del 10,1, *98) oltre che delle medaglie commemorative Pro Vetri -Sede in oro del 1860, e Fidò, et Vìrtuti del 1867. S'era assai distinto nel corso delle compagne del 1848. '59, *60, '67 e 1870.
XVHI. DE COURTEN CONTE VITTORIO era nato a Sion in Isvizzero nel 1810. Nel 1832 entrò in servizio della Santa Sede nei ranghi della fanteria estera. Come Tenente fece tutta la campagna del 1848, nella quale i due Reggimenti esteri (2* Bri­gata di Linea) sotto gli ordini del Colonnello, poi Generale, De Latour si coprirono di gloria il 10 Giugno a Vicenza, sul Monte Berico. [Nel 1861 fu messo a riposo col grado di Tenente Colonnello. Si arruolò poi come semplice soldato di fanteria (Battaglione Carabinieri) durante gli avvenimenti del 1867, facendo mostra di generosa abnegazione e di indomito valore]. Ritiratosi, quindi, nuovamente a vita privata, mori in Sion il 24 Novembre di quello stesso anno.'Era insignito della Commenda dell'Ordine Piano, della Croce di S. Gregorio Magno e delle Medaglie commemorative, Pro Petri Sede del 1860 e Fidei et Vìrtuti del 1867. Aveva preso parte alle campagne del 1848, '60 e 1867.
XIX. D'ELGGEH BARONE FRANCESCO, uno dei più distinti soldati dell'esercito del Sonderbund, nacque a Rheinfelden nel Cantone svizzero di Argovia. Fin dai suoi primi anni dimostrò un vivissimo trasporto per le armi, e le sue relazioni con Dufour e Donnatz, lo invogliarono maggiormente a percorrere l'arringo. Ben presto die splendide prove di abilità militare e di tutte quelle dotti che caratterizzano un abile e sapiente ufficiale non che un prode soldato. Emigrato dall'Argovia, fece di Lucerna la sua patria adottivo. I suoi rari meriti gli procurarono rapidi avanzamenti; giunse fino al grado di Colonnello Federale (Generale). Allorché nel 1847 scoppiò in Svizzera la guerra civile, detta del Sonderbund, l'Elgger, fermo nei printapiì di sincero cattolico, non rispose all'appello federale e venne nominato Capo dello Stato Maggiore dell'Esercito cattolico. In quel periodo di guerra ognuno potè ammirare non solo come sapesse condurre le truppe al fuoco, ma manovrare con esse secondo i principii più esatti di strategia mili­tare, ed anche talvolta scendere tra le file e combattere qual semplice soldato, ani­mando tutti alla lotto. Caduto il Sonderbund, D'Elgger soggiacque alla sorte degli altri compagni d'orme. In quegli anni di forzato riposo, scrisse e poi stampò a Sciafiusa, in tedesco, coi tipi del ICurter-uu pregevole Commentario della guerra civile. Stanco di una vita inoperosa offrì i suoi servigi all'Austria. Nel 1850, su proposta del Governo imperiale, Pio IX lo chiamò a servire la S. Sede ed il 5 Giugno di quell'anno lo nominò Colonnello comandante il Corpo di Artiglieria, ufficio che egli assunse effettivamente col seguente 1 Luglio. Non è a dire con quanto zelo e sapere sollecitamente riordinasse quel corpo, ridonandolo ben presto al passato lustro. [Amatissimo dai colleghi e dalle truppe, fu nominato Generale di Brigata il 16 Marzo 1858] e mentre nell'autunno dello stesso anno trova vosi in permesso temporaneo a Lucerna, cessò di vivere improvvisa­mente il 4 Novembre. Era insignito della Commenda di S. Gregorio Magno e di altri Ordini equestri.