Rassegna storica del Risorgimento
ESERCITO PONTIFICIO ; STATO PONTIFICIO
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Paolo Dalla Torre
d'Imola durante tutta la campagna successiva. Quindi foce ritorno n Roma rimase in disponibilità fino all'I 1 Dicembre 1848, quando il Governo provvisorio Io mise a riposo. Restaurato nel Luglio 1849 il Governo Pontificio fu in data 26 Febbraio 1850 richiamato in attività presso il 1 Reggimento fanteria indigena. [Per lunghi anni fu poi alla testa del 1 Battaglione Sedentari, diresse il Collegio Militare dei Cadetti, finché, giunto al grado di Colonnello il 1 Aprile 1858, andò per sua richiesta in quiescenza]. Era fregiato della Croce degli Ordini Piano, di S. Gregorio Magno e di S. Silvestro. Aveva preso parte ai fatti d'armi del 1831 e 1832.
XXII. DE GREGORIO MARCHESE EMANUELE, figlio del Marchese Antonio T. Generale nell'Esercito Spagnuolo, nacque a Siviglia in Spagna il 21 Aprile 1805, benché la sua famiglia si considerasse romana per le grandi attinenze che aveva in Roma.. L'avo paterno di Emanuele, Don Leopoldo, Marchese di Squillane, Principe di S. Elia, di i llustre e storica nobiltà sicula, fu T. Generale e Ministro delle Armi di Carlo XII Re di Napoli. Allorché Carlo HI passò al trono di Spagna seco condusse Don Leopoldo con l'intera sua famiglia confermandolo T. Generale nell'esercito spagnolo, nominandolo ancorò Ministro della Monarchia e delle Indie. Emanuele, giovanetto, fu educato nel Collegio dementino in Roma, ove già erano stati in educazione il genitore e gli zii, il celebre Cardinale Emanuele e Don Carlo T. Generale, anch'esso nell'esercito spagnolo. Compiuti gli studi nel 1824 si condusse a Madrid. Amantissimo della carriera delle armi, il giovane De Gregorio, ad esempio dell'avo, del padre e dello zio abbracciò la vita militare con gran trasporto e fu ammesso nell'esercito spagnolo, nel corpo della Guardia reale. Ben presto per merito fu promosso a Sottotenente e trasferito nei Lancieri' passando poi come Capitano Aiutante maggiore nei Cacciatori a cavallo. Ammogliatosi, poco dopo, tornò nella sua diletta Roma, presso lo zio Cardinale Emanuele De Gregorio, di cui nel 1839 fu erede universale. Ascritto nel patriziato romano, e preso il congedo dall'esercito spagnolo, il 25 Gennaio 1837, Gregorio XVI lo ammise nell'Esercito Pontificio nel corpo di Stato Maggiore Generale col grado di T. Colonnello, Colonnello il 22 Novembre 1841, gli eventi politici del 1848 e '49 interruppero momentaneamente la sua carriera, il corso della quale venne dal De Gregorio ripreso nel ristabilimento del Governo Pontificio nel Luglio 1849. Il 23 Marzo 1850 fu nominato direttore del personale al Ministero delle Armi. [Generale di Brigata il 16 Marzo 1858, andò in disponibilità a richiesta dopo la campagna del 1860], pur continuando a rendersi utile all'esercito con i suoi buoni consigli e col disbrigar delicati incarichi. Recatosi a Tonno per diporto, fu invitato dal Cavour stesso a prendere servizio nell'Esercito piemontese col grado e gli anni di servizio che godeva nell'Esercito pontificio, ma egli con nobile maniera rifiutò tale proposta. Passato poi in Spagna ebbe la stessa offerta dal Maresciallo 0' Donneile dalla Regina,ma egualmente ricusò. Uomo di saldi principii e di devozione al Sovrano Pontefice, dopo il 20 Settembre 1870 si ritirò a vita privata nella sua modesta proprietà di Albano, non occupandosi che di opere di carità. Mori in quella città il 19 Marzo 1890 ed ai suoi funerali presero parte mestamente la cittadinanza e le pie associazioni del luogo. Era insignito delle Commende degli Ordini Piano, di S. Gregorio Magno, della Croce dell'Ordine Gerosolimitano, della Legion d'Onore di Francia e di S. Ferdinando di Spagini e della Medaglia Pro Patri Sedo in oro dello campagna del 1860.
XXIII. DE GRECORXS VINCENZO, questo distinto ufficiale nacque a Perugia nel 1778 e mori a Roma il 26 settembre 1864. Nel 1796, non ancora ventenne, fu uno dei tanti giovani che corsero ad arrotarsi volontari a difesa del loro amato Sovrano e