Rassegna storica del Risorgimento

ESERCITO PONTIFICIO ; STATO PONTIFICIO
anno <1941>   pagina <80>
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Paolo Dalla Tom*
Nel 1848, ristabilito totalmente il Governo Pontificio, 11 Farina fu richiamato in attività di servizio e nominato a far parte della Commissione militare franco-ponti­ficia di riorganizzazione dell'Esercito. L'operosità ed intelligenza del Farina fu tale e tanta, che gli valse la Commenda di S. Gregorio Magno e la Croce della Legion d'Onore per parte del governo francese. Il 14 Febbraio 1851 ebbe la nomina a Sostituto del Ministro delle Armi, passando al Corpo di Stato Maggiore generale; nel seguente Agosto Pio IX lo nominò pro-Ministro delle armi ed il 5 Luglio 1853 lo promosse Generale di Brigata.
Divenne in seguito ministro effettivo (1 dicembre 1854), nonché Cameriere Se­greto di Cappa e Spada (Marzo 1855). Molto operò a vantaggio del piccolo Esercito Pontificio, come fu facile vedere dipoi, ed a lui risale, il vanto della istituzione d'un collegio militare ottimamente organizzato, detto dei Cadetti, e volto a formare buoni e colti ufficiali di ogni arma. Il 9 Luglio 1857 fu il Farina rapito da prematura morte fra il compianto sincero di molti. Ebbe solennissimi funerali, cui assistette anche il Comandante il corpo d'occupazione francese, Conte De Goyon.
Fu sepolto nella Chiesa di S. Nicola ai Prefetti.
XXVII. GABRIELLI DEI PRINCIPI POMPEO, sorti i suoi natali in Boma il 22 Ago­sto 1780 dal Principe Don Pietro e dalla Duchessa Donna Camilla Riario Sforza di Napoli. Giovanetto entrò soprannumero nel corpo delle Lance Spezzate, guardia di S. Santità, che nel febbraio 1798 per l'invasione francese fu sciolta. Nel Maggio 1801, si costituì, il nuovo corpo militare delle Guardie Nobili del S. Padre ed il Gabrielli vi fu ammesso come Cadetto con rango di T. Colonnello, perchè già sopranumero nelle Lance Spezzate. Nel 1805 passò nella Cavalleria di Linea, Corpo dei Dragoni. Invasa nuova­mente Boma nel 1808 dai francesi, il Gabrielli, come tanti altri, e per forza fu incorpo­rato nell'esercito napoleonico. Prese parte cosi a tutte le campagne dell'Impero fino alla memorabile battaglia di Waterloo, ove, combattendo da valoroso come tenente colon­nello di Stato Maggiore, nel forte della mischia rimase ferito, non leggermente, in una gamba per un colpo di scaglia che gli uccise il cavallo. Risanato tornò in patria ed il 16 Novembre 1816 col grado di T. Colonnello assunse il comando del reggimento di caval­leria Dragoni. Presto per lo zèlo del Gabrielli, il reggimento fu bene equipaggiato, istruito e disciplinato. Il 1 Marzo 1822 fu promosso colonnello; Generale di Brigata dopo gli eventi del 1831 e '32, avendo reso splendidi servigi in quegli anni, ebbe anche la carica di Ispettore della Cavalleria. B 1 Dicembre 1841 Gregorio XVI gli affidò il comando della guardia cittadina di Roma, che tenne per più di un anno con sommo merito. T. Generale il 28 Novembre 1847; il 16 Gennaio 1848 Pio IX lo nominò Ministro delle Armi, ma il seguente 10 Marzo lasciò il Ministero, per le dimissioni di tutti i Ministri. B 24 Novembre 1848, allontanatosi Pio IX da Boma, dopo i tristi fatti del 15 e 16 di quel mese, il Gabrielli, devotissimo al Sovrano, si ritirò a vita privata. Restaurato il governo pontificio (Luglio 1849), fu chiamato a reggere provvisoria­mente il Ministero delle Armi (carica che disimpegnò per circa un mese), e nominato Presidente della Commissione militare francopontificia di riorganizzazione del piccolo Esercito pontificio. Le cognizioni militari di questo illustre patrizio romano e reduce napoleonico, contribuirono non poco al sollecito riordinamento dell'esercito, per cui ebbe la Gran Croce di S. Gregorio Magno e dal governo francese la nomina ad ufficiale della Legion d'Onore. Allorquando nell'aprile 1850 Pio IX fece ritorno in Roma, il Generale Gabrielli comandava tutte le truppe pontificie scaglionate lungo la strada che dovea percorrere il S. Padre, da Tcrracinu a Roma, e fu fra i primi ad