Rassegna storica del Risorgimento

ESERCITO PONTIFICIO ; STATO PONTIFICIO
anno <1941>   pagina <87>
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Materiali per una storia dell'esercito pontificio 67
XLVI. RESTA CONTE FILIPPO, MARCHESE DI SOGLIANO, nobile patrizio romano
ebbe i suoi natali a Tagliacozzo nell'ottobre 1777, e vi morì il 20 novembre 1853.
Nel 1791, giovanetto di 15 anni fu ammesso a servire nell'Esercito pontificio. Già
Sottotenente nel 1796 e Tenente il 13 Ottobre dello stesso anno, il 2 Febbraio 1797
combattè da prode sul Senio contro i francesi, rimanendo ferito, e nell'Ottobre seguente,
per merito, fu promosso Capitano. Invasa Roma dalle armi francesi in Febbraio 1798,
l'Esercito pontificio rimase sciolto ed il Resta, visse vita privata fino al giugno 1800,
allorché, giunto Pio VII nella capitale, corse a riprendere il suo posto. Nella seconda
invasione del 1808 rifiutò l'offertogli grado di Colonnello nell' Esercito francese, e però
soffrì prigionia ed esilio da Roma. Tornato in Maggio 1814 a Roma il glorioso Pio Vii,
il Resta in considerazione della tanto fedele sua condotta fu promosso T. Colonnello
in fanteria. Con ammirabile zelo ed intelligenza multare coadiuvò il Generale Bracci
nel riordinamento dell'Esercito pontificio. L'8 Giugno 1816 era Colonnello. Nel 1817
in seguito al ritiro degli Austriaci, marciò con un battaglione del suo reggimento nelle
Romagne, e vi si condusse con molta accortezza ed energia insieme. Nel 1821 passò
allo Stato Maggiore Generale, essendogli Btato affidato il comando della 2a Divisione
territoriale, che nel 1830 lasciò per assumere quello della la in Roma. Nel luglio 1830,
promosso a Generale di Brigata, il Resta fu da Pio Vili nominato Comandante Suprem o
dell'esercito, per l'avanzamento del Generale Conte Bracci. In febbraio 1831, essendo
scoppiata la rivoluzione in gran parte dello Stato Pontificio, mentre un corpo d'esercito
austriaco, col consenso di Gregorio XVI, ristabiliva l'ordine nelle Legazioni, nelle
Marche e parte dell' Umbria, il Generale Resta, dopo che rapidamente ebbe assicurata
la quiete in Roma momentaneamente turbata da alcuni pochi novatori, ricevette
sotto i suoi ordini un piccolo corpo di truppe di circa quattromila nomini, e mosse
contro i nemici guidati dal Seccognani che si era spinto fino a Corese. Grazie a scontri
vittoriosi costrinse il nemico a battere in ritirata e poi a disperdersi, recandogli gran
perdite, e ricuperando molte armi e cavalli. Aveva così salvaguardato la Capitale di
grave pericolo ed attivamente concorso a ristaurare il Governo Pontificio. Ne ebbe
alta onorificenza ed il Pontefice lo nominò Cameriere Segreto di Cappa e Spada. Sul
finire del 1831 condusse a termine vasta riorganizzazione delle truppe su altre basi
e concentrò a Rimini circa cinquemila uomini, che, poi, sotto il comando del Tenente
Colonnello Barbieri, il 20 Gennaio 1832 combatterono tanto valorosamente presso
Cesena. T. Generale nell'Agosto 1836, alla fine del 1847, avendo percorso 56 anni
circa di un servizio molto onorevole ed instancabile, nell'avanzata età di 70 anni,
chiese ed ottenne da Pio IX il ritiro in pensione. Fu però, in pari tempo, promosso
Capitan Generale Onorario, in considerazione dei meriti acquistatisi in difesa della
S. Sede. Aveva fatto la campagna del 1797 e diretto personalmente le operazioni
militari del 1831. Era Cameriere Segreto di S. Santità ed era insignito dell'Ordine di
Cristo, della Commenda di S. Gregorio Magno o di altri ordini equestri.
XLVH. RrvALTA DOMENICO, nacque m Imola il 21 Maggio 1770. HI0 Gen­naio 1793, come Alfiere fu ammesso in fanteria, e poco tempo dopo ai ebbe il grado di Sottotenente. Tenente il 4 Dcccmbre 1796, il 2 Febbraio 1797 combatto valorosamente sul Senio contro i francesi, rimanendo prigioniero. Dopo la pace fu reso; quindi per morivi di salute dimesso. Nel 1801 fu riammesso ed il 22 Gennaio 1817 venne promosso Capitano. L'8 Luglio 1830, ebbe il comando della piazza e Forte di Perugia, ove lo trovò lo rivoluzione del 1831. Passato, poi, aiutante di piazza in Roma, il 9 settembre 1837 fu nominato Aiutante della Presidenza (Ministero) delle Armi, venendo trasferito