Rassegna storica del Risorgimento
ESERCITO PONTIFICIO ; STATO PONTIFICIO
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1941
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Paolo Dalla Torre
al corpo di Stnto maggiore generale. Maggiore U 26 Gennaro 1839, prosegui nel ano ufficio con zelo e perizia militare, fino al 26 Ottobre 1847, allorché fini i suoi giorni in Roma. Eira decorato della Croce di S. Gregorio Magno. Aveva fatto la campagna del 1797.
Due figli del Rivalla, Carlo e Fortunato, seguirono le orme paterne. Carlo, dotto e bravo ufficiale di artiglieria, mori nel Febbraio 1862 col grado di Maggiore. Fortunato, il 20 Settembre 1870, col grado di Maggiore nel corpo di Stato maggiore generale, era Capo di Stato maggiore della Divisione. Fece con distinzione le campagne del 1860, 1867 e 1870. [Aveva combattuto nel 1849 per la Repubblica Romana; entrò, più tardi, nelle file dell'Esercito italiano],.
XLVIII. RiiViNETTi GIACINTO. Questo distinto ufficiale generale nacque a Bologna nel 1774. Reduce in patria dalle memorande campagne napoleoniche, nel 1816 col grado di T. Colonnello prese servizio nel 1 Reggimento Carabinieri Pontifici. Colonnello del 1817 ebbe il comando del 2 Reggimento Carabinieri, che, l'anno seguente 1818, lasciò per assumere quello del 1. Nel 1821 rese importanti servizi contro la minacciante rivoluzione. Da più anni un imponente e fiero brigantaggio desolava le provincie meridionali dello Stato Pontificio. Il Ruvinetti fu incaricato di dirigere le operazioni militari volte ad estirpare e distruggere quella piaga tremenda, e vi riuscì con notevole prontezza ed abilità. Anche nel corso dei moti del 1831 rese il Ruvinetti segnalati servigi. E però fu promosso Generale di Brigata e nominato Consigliere alla Presidenza (Ministero) delle Armi. Non è a dire con quanto zelo e merito militare, si rendesse utile al buon andamento dell'esercito in tale ufficio. Il 16 Agosto 1844 cessò di vivere in Roma. Era Cameriere Segreto del S. Padre e fregiato della Croce dell'Ordine di Cristo e della Commenda di S. Gregorio Magno, della Corona Ferrea, e di S. Giorgio di Napoli.
XLIX. SILVANI FILIPPO, nacque in Roma, da distinta famiglia nell'anno 1767. Nella sua gioventù fu ammesso in fanteria. Tenente già nel 1796, fu promosso Capitano il 17 Novembre dello stesso anno. Nel Febbraio 1797 combattè valorosamente contro i francesi. Fatta la pace a Tolentino ebbe il comando superiore del forte e guarnigione di S. Leo presso Urbino. Nel Dicembre 1797, i francesi chiesero al Governo Pontificio la consegna immediata del forte di San Leo, addueendo per ragione, che questo forte doveva far parte delle Legazioni, cedute dalla S. Sedè al Governo francese col trattato di Tolentino; a conferma di questa richiesta il 3 dello stesso Dicembre, un corpo francese sotto gli ordini del Generale Dombrowski, rotto il confine, venne ad investire la piazza di S, Leo, intimando la resa al comandante. Il Capitano Silvani, però, non volle arrendersi e si preparò alla difesa. I francesi attaccarono la piazza, ma, sfolgorati dalle artiglierie pontificie, furono respinti con perdite e costretti a chiedere rinforzi; giunti questi, ritentarono la prova, ma vennero respinti di nuovo. Allora il Generale nemico ai limitò a molestare la guarnigione con continue scaramuccie; intimando al Colonnello -Bawuich (?), comandante delle troppe pontificie della provincia, dal quale dipendeva il Comandante del Forte di S. Leo, che se non gli era consegnata subito quella piazza, egli senza meno avrebbe occupato l'intera provincia. Il Colonnello Bawuich (?), autorizzato dal Governo, ad evitare quest'ulteriore invasione, ordinò al bravo Capitano Silvani di cedere la -piazza, a patto, però, che gli si facessero condizioni di resa più che onorevoli. Infatti i pontifici uscirono dal forte il 7 di quel mese con armi, bagagli, tamburo battente, ecc., ricevendo dai francesi tutti gli onori militari.