Rassegna storica del Risorgimento

ESERCITO PONTIFICIO ; STATO PONTIFICIO
anno <1941>   pagina <89>
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Materiali per una storia dell'esercito pontificio 89
11 Generale nemico, vedendo sfilare la piccola colonna, che aveva fatto d fiera resistenza e combattuto con tanto valore, tributò i più vivi elogi al Silvani. Nel Febbraio 1798, -invasa Roma dai francesi, l'Esercito pontificio rimase sciolto, ed il Silvani si ritirò a vita privata. Scorse tutte le vicende fino al 1814, nel 1815 il T. Colonnello Silvani fu destinato ad un reggimento di fanteria. Colonnello 1*8 Giugno 1816 ebbe il Comando di un reggimento di fanteria. Nel 1821 fu chiamato al Comando della la Divisione territoriale (Roma), passando allo Stato Maggiore Generale; Generale di Brigata nel 1828, a sua richiesta nel 1830 passò allo stato di riposo. Cessò di vivere in Roma nel­l'aprile 1847. Era fregiato di vari ordini equestri. Aveva fatto la campagna del 1797.
L. SPARAGANA LUDOVICO, nacque a Monte S. Giovanni nel Frosinonese il :30 Marzo 1813 e cessò di vivere in Roma il 21 Agosto 1885. Il 25 Aprile 1831 si arruolò 'volontario in fanteria e prese parte ai fatti d'arme del 1832. Sottotenente il 26 Gen­naio 1839 e Tenente il 14 Agosto 1844, con questo grado fece la campagna del 1848. Capitano il 21 Giugno 1850 fu nominato quindi Aiutante Maggiore al 2 Reggimento Fanteria Indigena. Capo Battaglione allo stesso suo reggimento il 1 Maggio 1859; mei seguente Giugno era di guarnigione nelle Legazioni, allorché gli Austriaci lasciarono "improvvisamente quei luoghi. Alla partenza degli imperiali avvenne la rivoluzione e le scarsissime truppe pontificie impotenti a reprimere i moti, furono costrette a -ritirarsi. Lo Sparagana, in tal frangente, si condusse da soldato fedele e potè anche egli, -col suo battaglione, raggiungere Pesaro fra grandi difficoltà incontrate per parte dei rivoluzionari e di qualche disertore. Quindi contribuì a ristabilire la quiete in alcune città delle Marche. Nel Maggio 1860 il reggimento dello Sparagana marciò dalla capitale nel Viterbese, sotto gli ordini del Colonnello, poi Generale De Pimodan, per respìngere il nemico introdottosi dalla Toscana. Il 18 Settembre seguente era a Castel Fidardo. {Dopo la campagna del 1860 assunse il comando del 1 Reggimento Fanteria di Linea, -distinguendosi nei fatti d'arme e nell'opera di repressione nell'autunno del 1867. Dal Maggio 1868 passò alla testa del Battaglione Cacciatori col grado di Tenente colonnello. D 20 settembre 1870 diresse con perizia la difesa della cinta nel settore, che va da Porta Portese- a Porta San Pancrazio. Si ritirò, poi, a vita privata]- Fra 'decorato della Croce degl'Ordini Piano, di S. Gregorio Magno e delle Medaglie comme­morative Pro Pelri Sede del 1860 e Fidei et Virtuti del 1867. Aveva preso parte alle .campagne del 1832, 1848, 1859, 1860, 1867 e 1870.
LI. TBAUSTINI GIUSEPPE, figlio di un ricco negoziante di Roma, nacque in que­sta città nel 1815. II 20 agosto 1832, come'Cadetto, fu ammesso in fanteria. Tenente già nel 1848, fece tutta la campagna di quell'anno. Capitano il 21 giugno 1850, ebbe il 1 maggio 1859 la nomina a Capo Battaglione nel 1 Reggimento Fanteria Indigeno ove era già Aiutante Maggiore. Dal luglio 1859 allo agosto 1860 il suo reggimento appartenne alla Brigata attiva concentrata a Pesaro in osservazione, ai comandi del Generale Barone De Kalbermattcn.
[Durante la campagna del 1860 fu con i suoi aggregato alla 3 Brigata mobile (Gen. De Courten), ed ebbe modo di illustrarsi specialmente nel corso della difesa di Ancona, meritandosi un'alta onorificenza]. A guerra finita, causa forti riduzioni de' quadri, rimase in disponibilità, quindi, a sua richiesta, passò allo stato di riposo. Cessò di vivere in Roma sua patria il I" ottobre 1884. Era decorato della Commenda, di ' Gregorio Magno e della Medaglia commemorativa Pro Pelri Sède del 1860. Aveva preso parte ai fatti d'arme del 1848 e 1860.
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