Rassegna storica del Risorgimento
ESERCITO PONTIFICIO ; STATO PONTIFICIO
anno
<
1941
>
pagina
<
90
>
90
Paolo Dalla Torre
LII. UNCAHEIJU GIACOMO, nacque a Bologna il 17 dicembre 1814. Il 28 marco 1842 fa ammesso come Cadetto nell'Esercito pontificio e fece tutta la campagna del 1848. Sottotenente il 16 marzo 1853 e Tenente il 14 agosto 1854, fu aggregato, allo Stato maggiore di piazza. Capitano il 7 agosto 1860, con onore fece la campagna di quell'anno, divenendo poi Aiutante di campo del Generale Kanzlcr, e passando il 21 giugno 1861 al corpo di Stato maggiore generale. Nominato nell'ottobre 1865 il Generale Kanzler Pro Ministro delle Armi, l'Ungarelli funzionò provvisoriamente da Aiutante del Ministro. Maggiore l'I 1 dicembre 1866, ebbe la carica di Aiutante effettivo: del Ministro delle Armi. [Nel 1867 concorse attivamente ed intelligentemente alla riuscita del piano pontifìcio d'operazioni, prendendo, fra l'altro, parte non secondaria nel dar effetto a quelle mosse, cbe caratterizzarono le fasi più accese del combattimento di Mentana, e ricevendone in premio onorificenze pontificie e francesi]. T. Colonnello il 27 dicembre 1868 fu nominato Capo di Gabinetto del Generale Pro Ministro delle Armi. [Era al suo posto anche il 20 settembre 1870. Ritirandosi, poi, a vita privata, cessò di vivere in Pisa il 9 gennaio 1893]. Aveva fatto le campagne del 1860 1867 e 1870. Era decorato della Commenda di S. Gregorio Magno e di Francesco I di Napoli, della Croce della Legion d'Onore e di Francesco Giuseppe di Austria e delle Medaglie Pro Petri Sede del 1860, e Fidei et Virtuti del 1867.
LUI. ZAMBELLI MICHELE, questo ufficiale figlio e fratello di soldati napoleonici,, nacque in Urbania (Pesaro) nel 1805. Fin da fanciullo dimostrò sì vivo trasporto per le armi, che a 15 anni fuggi dalla casa paterna e si arruolò nel 2 Reggimento Carabinieri. La sua lunga vita militare non è stata che un avvicendarsi di atti di bravura. Vicebrigadiere il 16 giugno 1834, andando tutto solo da S. Agata a Pennabili, fermò ed arrestò un celebre malfattore di Parma, che s'aggirava in quel di Montcfel tro. Brigadiere il 20 ottobre 1835, nel 1836 arrestò una banda di briganti presso Saludicio. Maresciallo il 21 Gennaro 1842, divenne Sottotenente nello stesso anno. Nel 1847, in Imola, affrontò ed arrestò 27 individui di una associazione di malviventi detta La Squadrazza. Nel 1848 si recò a Gaeta presso Pio IX, onde ingrossare quella schiera di -ufficiali e soldati, che non avevan voluto servire il Governo novatore. Ricevette la medaglia Fidelitaii, fu promosso Tenente e poi Capitano onorario. Il 21 giugno 1851 ebbe l'effettività del grado e venne destinato alla Legione di Bologna. Inviato a Forlì gli fu affidato il comando di una colonna di 300 uomini intenta ad estirpare il brigantaggio capitanato dal Passatore. Stabilitosi, pertanto, in Imola, giunse, dopo lunghe fatiche, a catturare molti briganti e manutengoli, ad uccidere il capobrigante, a distruggere completamente la banda fra Imola e Massa Lombarda. Ebbe, così, in premio la Croce dell'Ordine Piano. Maggiore il 17 giugno 1855, nel 1859, allorché gli Austriaci lasciarono le Legazioni, e ne segui la rivoluzione, il Zambelli, con savio accorgimento, potè ritirarsi con i suoi Gendarmi nelle Marche. T. Colonnello il 5 giugno 1860, il 20 settembre seguente, durante la campagna, ebbe la promozione a Colonnello e trovandosi in Ancona al momento dell'assedio di quella piazza, il Generale De Lamoridère gli affidò il comando della riserva. Dopo la guerra era alla testa della Legione di Gendarmeria mobilizzata, ma nel marzo 1861, essendo stato ridotto il Corpo ad una sola Legione, lo Zambelli chiese ed ottenne d'esser messo a riposo. Gessò di vivere in Bologna nel dicembre 1892. Era insignito della Commenda di S. Silvestro, della Croce di S. Gregorio Magno e dell'Ordino Piano e di altre ben ondici decorazioni e della medaglia commemorativa Pro Petri Sede in oro della campagna del 1860.