Rassegna storica del Risorgimento
ROMA ; MANCINI PASQUALE STANISLAO ; MUSEI
anno
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1941
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pagina
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100
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MUSEI, ARCHIVI E BIBLIOTECHE
I FONDI ARCHIVISTICI DEL MUSEO CENTRALE DEL RISORGIMENTO
Xm. - LE CARTE MANCINI
Abbiamo già accennatoJ:) al deposito fatto, con munifico gesto di coi gli studiosi le debbono esser grati, presso il Museo Centrale del Risorgimento dalla marchesa Dora Daniele di Bagni Pierantoni delle carte di Pasquale Stanislao Mannini. Ora cbe sono state ordinate nelle cassette 604653, vogliamo dare notizia della loro consistenza. Seguiremo per quanto possibile la vita del Mancini come viene illustrata da questi documenti.
Cominciamo con lo studio sul Paratremuoto presentato nel 1837 a Londra, dove rimase giacente per anni, fino al 1884, quando se ne ritrova traccia e se ne propone la pubblicazione, tanto che il Mancini lo manda in visione ai più dotti fisici italiani per sapere il loro giudizio. Nel 1839 Pasquale Stanislao Mancini inizia la sua carriera politica: è infatti nominato consigliere provinciale di Principato Ultra. Fino al 1848, però, possiamo seguire la sua attività quasi esclusivamente nel campo scientifico. Molte sono le società ed accademie che lo nominano socio: le accademie di Belle Arti di Napoli e di Acireale (1840), Plnstitut historique de France (1842), la Società Colombaria e la Accademia dei Fisiocratìci (1844), l'Accademia dei Georgofili (1846), per citarne alcune. Nel 1845 e segretario della sezione di agronomia e commercio al VII Congresso degli scienziati, nel congresso del 1846 rappresenta a Genova l'Accademia pontoniana. Nel 1847 diventa avvocato dell'amministrazione finanziaria di Napoli e studia la riforma carceraria, mettendosi, per questo, in rapporto anche con Torino, come testimonia la sua corrispondenza con Girolamo Mercalli; nello stesso anno è nominato professore sostituto di diritto di natura a Napoli, cattedra dalla quale sarà dimesso d'autorità il 5 dicembre 1849.
Il 1848 trova, il Mancini ben preparato al compito che lo attende come deputato di Ariano. Non è senza commozione che si leggono i riassunti precisi ed ampi fatti sulle discussioni parlamentari francesi dal 1830 in poi, perchè dimostrano con quanto senso di responsabilità i deputati napoletani affrontassero la loro missione. E questo è provato anche dalla profondità e dalla ampiezza delle discussioni: risposta al Discorso della Corona, abolizione della pena di morte, situazione dei destituiti del 1821, arresto personale in materia civile e commerciale, responsabilità dei ministri, abolizione del dazio sai libri, leggi comunali ed amministrative. Di Ogni argomento il Mancini ricercava i precedenti e qui, come in tutte le sue carte, assieme agli appunti per i discorsi, troviamo stampati, giornali, riassunti che illustrano il problema trattato. E al Parlamento napoletano si doveva essere molto severi con i deputati se fu negata al Mancini una breve vacanza che chiedeva per potere adempiere al suo lavoro presso la Gran Corte criminale, dove probabilmente studiava la riforma dei codici, nella cui commissione era stato nominato nel maggio 1848.
*) E. MOREXU, Gli acquisti recenti, in Rassegna, a. XXVI (1940), p. 514.