Rassegna storica del Risorgimento

ROMA ; MANCINI PASQUALE STANISLAO ; MUSEI
anno <1941>   pagina <102>
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Ì02 Emilia Morelli
Istituitasi la Luogotenenza, il Mancini dal 9 al 24 novembre 1860 fu consigliere senza incarico di dicastero e poi, fino al 25 giugno 1861, segretario generale di Grazia Giustizia ed Affari ecclesiastici. La sua attività veramente portentosa si esplica subito in questo difficile campo. Si devono sopprimere le case religiose, si devono unificare j concordati con la Toscana, la Lombardia e la Santa Sede, si deve regolare l'economato generale, si deve rispondere olle infinite suppliche che vengono specialmente da coloro che soffrirono nel decennio della reazione, mentre il brigantaggio comincia a Benevento, ad Avellino, Ariano, ecc., mentre Patteggiamento del Vescovo di Avellino provoca una noiosa vertenza. E poi, assai interessanti, i rapporti al Governo centrale di Torino, al Cassini, fra cui una lunga relazione sull'applicazione della codificazione sarda al Napoletano del 29 ottobre 1860, e lettere di Minghetti, Farini, Brofferio, Nigra, Di Robilant (comandante il Corpo d'Armata), Pironti, L. De Conciliis, G. De Blasiis, P. E. Imbriani, G. Mincrvini. G. Mirabelli, A. Scialoja.
Ariano elegge il Mancini, come nel 1848, suo deputato. Per questa VIDI Legisla­tura, come per le successive del 1865, 1870 e 1886, ci rimangono lettere di elettori, proclami, risultati e verbali di votazioni. Per il 1870 anche lettere di S. Riola, L. San-miniateUi, A. Picrantoni. L. E. Farina, delle cui candidature il Mancini si interessava.
Il 1862 vede 11 Mancini ministro dell'Istruzione pubblica. Innumerevoli sono le congratulazioni per la nomina, ma notevoli specialmente i progetti, le relazioni, gii appunti, soprattutto sulla situazione dell' insegnamento universitario, che dimostrano ancora una volta come il Mancini affrontasse i problemi subito e compiutamente. Tutte pratiche troncate quando dopo soli ventotto giorni diede le dimissioni. Rimase lontano dal Governo fino al 1876, ma in questo periodo fu attivissimo nelle discus? sioni parlamentari. Ne citiamo alcune, per le quali restano pitti copiosi i documenti e gli appunti. Il Trattato di pace con l'Austria e il Progetto di convenzione con Francia, Belgio e Germania del Nord nel 1867 e nello stesso anno i famosi discorsi sulla questione romana e sull'asse ecclesiastico. Nel 1868 si occupa della questione del regi­stro e del bollo; nel 1869 dell'inchiesta sulla Regia dei tabacchi (con lettere di Lazzaro* Fabrizi, De Sonerie), nel 1870 della interpretazione dell'art. 45 dello Statuto (corri­spondenza con Fabrizi, Carlo Arrivabene, R. Sineo, T. Villa, Saracco). Nel 1871 par­tecipa attivamente alla discussione sulla legge delle Guarentigie (lettere di Minghetti, Pianeiani e Bonghi); nello stesso anno e nel seguente è in rapporti con Gioacchino Corti e con altri per la questione del Porto di Napoli; nel 1874 si occupa della nullità degli atti non registrati. Dal 1873 al 1876 il Mancini è membro attivo e presidente dell'Associazione progressista e per questo viene in contatto con Fabrizi, Zanardelli, Depreda, Sbarbaro, ecc.
Nominato Ministro di Grazia e Giustizia, troviamo, su scala più vasto, illustrati quegli argomenti dei quali il Mancini si era occupato nel 1848 e nel 1861. Dai diversi archivi di stato d'Italia si fa mandare i documenti interessanti il conflitto tra Chiesa e Stato; studia la questione dell'elezione popolare dei parroci, della Chiesa greco, della emancipazione del sacerdozio italiano. Vi sono poi, naturalmente, anche i documenti riguardanti questioni interne del ministero, come gli avanzamenti degli impiegati e dei magistrati e le carte per le discussioni sui bilanci del 1876, 1877 e 1878. Per lo legge angli abusi del clero nell'esercizio del suo ministero (1877) oltre agli appunti e ai documenti abbiamo giornali italiani e stranieri, e molte lettere di plauso.
Nel 1878 è il Mancini che annuncia all'Accademia dei Lincei l'istituzione dei premi reali e per questo è in corrispondenza con Quintino Sella. Dell'Accademia abbiamo anche circolari, relazioni di "sedute, bollettini a stampa.