Rassegna storica del Risorgimento
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1941
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Pietro Vaccari
L'EPISTOLARIO DI BENEDETTO CAIROLI SECONDO GLI ULTIMI ACQUISTI DEL MUSEO DEL RISORGIMENTO
DI PAVIA
11 Museo del Risorgimento di Pavia ha ottenuto in dono una nuova serie di lettere di Benedetto Cairoli, dirette alla consorte Elena Sizzo e che finora non erano state se non parzialmente usufruite dal Rosi nella sua opera sui Cairoli. Il Comitato Pavese del Risorgimento per mezzo del suo Presidente e di un socio, ha ordinate le carte che se per gran parte contengono riferimenti agli affari personali ed alla serena vita familiare dell'eminente cittadino e uomo di Stato, hanno altresì preziosi accenni, giudizi, riflessioni, critiche della politica del tempo compreso fra il 1878 ed il 1885 e soprattutto della politica parlamentare, nella quale il Cairoli si trovò spesso a disagio. Essa era lontana dal temperamento semplice e qualche volta quasi casalingo di lui, anale traspare ad ogni pie sospinto da queste lettere familiari e più ancora dalla dirittura ed onestà del suo carattere.
Riteniamo che qui l'epistolario del Cairoli possa fornire nuova materia per una compiuta biografia dell'uomo. Il lettore vi troverà infatti a più riprese l'espressione del disgusto, delle insofferenze per le vicende, le lotte sterili e le manovre parlamentari; fatica improba il sostenerle ed il Cairoli al termine delle più travagliate sedute di Montecitorio si raccoglieva nel silenzio del suo ufficio e scriveva alla consorte per trovare, con lo sfogo, un sollievo. Taluno di questi sfoghi (la deplorazione di un attacco violento e cattivo del Cavallotti, lettera 24 luglio 1880; il severo giudizio sul Depretis che salva la sua vita politica a prezzo della dignità personale, lettera 28 settembre 1885; l'altro anche più aspro sul Crispi che il Cairoli accusava di temperamento selvaggio e di straordinaria vanità, lettera 10 luglio 1880), ha sapore politico e merita, anche nella sua intemperanza, di essere tenuto presente, come indice della travaglia-tissima vita, dei contrasti, delle passioni di quegli anni sui quali gravava il pesante fardello del passato, mentre gli uomini migliori cercavano anche con le loro competizioni talora irose ed ingiuste, di completare nell'interno l'edificio della unità nazionale, e di avviare il paese ad una posizione più elevata e prospera.
Maggiore importanza hanno altre lettere che ci offrono elementi di fatto per uno studio della vita politica del Cairoli, degli atteggiamenti dei partiti, dei riflessi di taluni avvenimenti europei sulla vita interna del nostro Paese. Elenchiamo alcune fra le lettere più notevoli:
2 luglio 1879: riluttanza del Cairoli ad assumere la nuova presidenza del Consiglio dei Ministri, soprattutto attesa l'impossibilità di un Ministero di coalizione per hi incompatibilità col Sella e la più alta barriera che divide il Cairoli dal Nicotera.
12 luglio 1878: il Cairoli ha accettato il potere perchè il Re avrebbe dovuto, altrimenti, fare appello alla Destra, ma incontra forte opposizione in Sella, Nicotera e fra i dissidenti di sinistra coalizzati.
12 e 19 luglio 1879: difficilissimi esordi del nuovo Ministero, ma la battaglia è vinta.
9 ottobre 1880: severo giudizio sulla politica insensata del Sultano che complica una questione che già pesa sull'Europa.
Né mancano qua e là altri accenni alle difficili condizioni interne del Paese, ai
timori di tumulti a Genova per la posa della prima pietra del monumento a Giuseppe
Mazzini, alle preoccupazioni per gli atteggiamenti di Garibaldi.
PcErno VACCAIU