Rassegna storica del Risorgimento

STORIOGRAFIA
anno <1941>   pagina <105>
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VARIETÀ, RASSEGNE E DISCUSSIONI
I INTRODUZIONE (ALLA BUONA) AL RISORGIMENTO
DOCUMENTI SI, MA ANCHE QUALCHE ALTRA COSA
Un giudizio che si sente ripetere spesso, e non solo da giornalisti o da loie, come chiama Gioacchino Volpe, ma anche da studiosi autorevoli, sancisce che la storia del Risorgimento italiano va rifatta di sana pianta. Da Ferdinando Martini ad Alessandro Lazio, per non citare che due soli nomi tra i più significativi* molti hanno espresso la propria insoddisfazione e deplorato la facilità con la quale si sono tentate sintesi o storie generali del Risorgimento, perchè si è detto non possediamo ancora la piena conoscenza di tutti i documenti. Che è, in fondo, un modo di reagire a quella interpretazione della storia del Risorgimento di cui parla Giovanni Natali: e Vi fu un tempo, e non troppo lontano da noi, in cui la scienza ufficiale sem­brava ignorare la storia del nostro Risorgimento; agli esploratori della storia antica e medioevale, forniti di tutte le più temprate armi e di Lutti i più ingegnosi sussidi del­l'indagine critica, sembrava la storia del Risorgimento esser zona aperta ai dilettanti e ai malinconici rievocatori di sante memorie, campo infestato dai politicanti e dagli improvvisatori, nel quale non mettesse conto soffermarsi per oneste e pazienti ricerche, e tutt'al più vi consentivano qualche scorribanda in occasione di cerimonie comme­morative o di qualche astiosa schermaglia.1)
A queste affermazioni, delle quali ero solito discutere con i miei scolari di Roma e di Palermo all'inizio del corso di Storia del Risorgimento quando mi sforzavo di smaliziarli un poco in tema di sussidi bibliografici e di strumenti di lavoro (e di quelle conversazioni d'allora quasi libellus de catechizandis rudibus si vuol qui ripetere qualche cosa a servigio solo degli indotti e dei principianti), mi veniva fatto di ripen­sare in questi giorni scorrendo l'ampia rassegna che l'infaticabile Antonio Monti ha consacrato alla storiografia del Risorgimento. *) E ricordavo con quanta vivacità il Luzio sia più volte insorto a protestare che e non è possibile una storia seria del Risor­gimento senza le precipue fonti documentali; e di queste ancor troppe restano chiuse o
*) Ved. G. NATALI, La Storia del Risorgimento italiano nella cultura contempo' ranca, Bologna 1933, p. 4; ed anche G. VOLTE, Storici del Risorgimento a congresso* in Rassegna storica del Risorgimento, a. XIX (1932), pp. 783-792; DE VECCHI DI VAI. CISMON, Il senso della oria, ivi, a. XX (1933), pp. 439-450.
2) A. MONTI, Gli studi di Storia del Risorgimento negli ultimi cento anni (estr. dall'opera Un secolo di progresso scientifico italiano: 1839-1939), Roma, Società italiana per il progresso delle scienze, XVIII E. F.; ma già prima lo stesso aveva chia­rito il proprio pensiero: E vero che la storia del Risorgimento ò da rifare?, in Atti del XV Congresso Nazionale della Società Nazionale per la Storia del Risorgimento italiano, Cingoli, 1922, pp. 141146. Anche più recisamente ha preso oro posizione A. OMO DEO, La leggenda di Carlo Alberto nella recente storiografia, Torino, 1940, passim.
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