Rassegna storica del Risorgimento

STORIOGRAFIA
anno <1941>   pagina <106>
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Alberto M. GhisalberU
neglette da impacci di pubblicazione, e, come a miglior chiarimento, lo storico dei Martiri di Belfiore abbia autorevolmente ammonito: non imitiamo questi cavalieri, siamo meno corrivi a sintesi precipitose, finché l'analisi tuttora cosi tardigrada, lacunosa, peggio ancora, basata tanto spesso su testi arbitrariamente manipolati, svisati, falsati. Sollecitare la pubblicazione dei genuini e completi e oggi precipuo nostro dovere: condizione sine qua non d'una degna, non ciarlatanesca o avventata storiografia. 2)
Certo che quando al mattino ti avvìi a quello che qualche nostro amico chiame­rebbe volentieri termopolio e ancora indeciso discuti nel tuo intimo se ti convenga ordinare un lotte macchiato o un corrotto al rum (ma il liceale ricordo pariniano ti imporrà categoricamente: e il cioccolatte eleggi ), hi vista nella vetrina del libraio accanto di disparatissuni volumi storici li fa dire: 0 siamo tutti diventati tanti Machiavelli, o Alessandro Luzio ha ragione da vendere, tale è la minacciosa dovizia di Storie del paese A, B, C, di ricostruzioni di periodi, di movimenti e di figure, di inter­pretazioni e di definizioni. Non c'è Cirillo Tuttibozzi di una qualsiasi Roccacannuccia che non se la senta di snocciolarti la sua brava Storia del panpinguìnismo, anche se tutta la sua attività precedente sia consistita nel rabberciare in italiano franco-britanniche vite romanzate e se da tutta quella panetteria esca si e no qualche modesto grissino. Ma, se è sicuramente vero quanto afferma l'illustre studioso mantovano, turbato (dallo spettacolo offertogli dai troppi agiografi ed esaltatori di cattivo gusto nelle cui mani per troppo tempo si trovò abbandonata la nostra disciplina, che è necessario un accurato e preciso studio delle fonti prima di avven­tare giudizi sub specie aeternitatis (e sia pure hi ridotta eternità della carta stampata), è vero anche più, come egli stesso ha sostenuto in altra sua opera, che per narrare sul serio la storia del Risorgimento occorre rinunziare agli eterni clichés della retto-rica patriottica e partigiana da cui Dio in eterno ci scampi e Uberi, ma non è meno vero che l'attesa della pubblicazione di tutte le fonti rischia di impedirci ogni tentativo di fare il punto, di azzardare una ricostruzione di questo, come di qualunque altro periodo storico.3) Addio storia di Roma, se gli studiosi avessero atteso il ritrovamento di tutte le epistulae, i commentari, gli ypomnemata, autobiografie et similia dei vari protagonisti 1 Celio Antipatro, Fabio Pittore; Sileno, Valerio Anziate non ci sono perve­nuti, Polibio è incompleto e'Tito Livio, se non ce lo restituisce in integrum un altro De Martino Fusco, ci manca per la prima punica e i due decenni successivi, eppure la storia della grande lotta tra Roma e Cartagine si è potuta scrivere ugualmente.
*) A. Lezio, Carlo Alberto e Mazzini, Torino, 1923, p. 265. Per la posizione del Martini ved. F. MABTOTI, Due dell'Estrema: U Guerrazzi- e il Brofferio, Firenze. 1920, p. Vili. A proposito degU impacci di pubblicazione ved. A. OMODEO, L'opera politica del Conte di Cavour, Firenze [1940], p. I, voi. I, pp. 6-7, voi. II, pp. 235-237.
*) A. Luzio, op. cit., pp. 265-266. Ved. quanto scriveva nel 1910 lo stesso Luzio (oggi nella prefazione a Profili biografici e bozzetti storici, Milano, 1927, voi. I, p. 2). Precursore degli sdegni del Luzio per le sintesi arbitrarie, Carlo Belviglieri, partecipe, testimone e narratore del Risorgimento aveva già scritto: deploro soltanto quelli che volgendosi a filosofare sui fatti senza bene conoscerli, ad altro non riescono che a gon­fiar lucide e brillanti ma fatuisaime bolle {La vita, le opere, i tempi di L. A, Muratori, in Scritti storici. VeronaPadova, 1881, p. 165).
3) A. Luzio, Garibaldi, Cavour, Verdi, Torino, 1924, p. 206. Ma non sarà meglio, invece di tendere ad una inattingibile perfeziono, mettere a disposizione degli studi le idee che si sono maturate in noi? OMODEO, L'opera politica, ecc., voi. I, p. 7.