Rassegna storica del Risorgimento
STORIOGRAFIA
anno
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1941
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pagina
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107
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Introduzione (alla buona) al Risorgimento 107
Siamo d'accordo eoa il Luzio, cosi altamente e seriamente benemerito dei' nostri studi, nel deprecare le troppo facili sintesi e ncll'invocarc una sempre maggioro conoscenza ed un più preciso e severo uso delle fonti, ma con questo non possiamo indulgere al feticismo per il documento, né misconoscere al nostro tempo il diritto di tentare la propria ricostruzione, la propria visione del periodo durante il quale si è formata la nuova Italia. I nipoti, che avranno già tanto da fare per conto proprio, non vorranno rimproverare i nonni per aver lavorato. Utili, indispensabili, anzi, le ricerche documentarie, ma non isteriliamoci a credere che l'ufficio dello storico possa e debba consistere solo nel pubblicare e ncU'illustrare documenti. Sans docuinents, pas d'histoire è stato proclamato giustamente, ed è stato anche aggiunto:sans prepara tion technique, pas d'historien, *) ma il lavoro dell'erudito non esclude, piuttosto reclama quello dello storico. Non dimentichiamoci mai del saggio ammonimento dato dal Balbo nelle Speranze d'Italia: e non basta recar documenti, bisogna interpretarli; i documenti non sono storia per sé; la storia, come ogni scienza, è interpretazione de' fattì, Lo stesso Luzio, del resto, polemizzando con i detrattori dell'erudizione, dimostra di rendersi pienamente conto che altra e diversa è l'esigenza dello storico da quella del puro erudito. Se non può pretendere a nome di storico chi non appoggia le sue ricostruzioni sui fatti rigidamente vagliati; chi si lascia trascinare dal luccichio della frase, e romantizza tutto per la smania, dell'effetto o per vaporosi idealismi, è certo, però, che l'erudito che non sa scrivere, che non sa disporre i suoi materiali in un complesso armonico, non merita il nome di storico. Egli non è che un manovale della storia e nulla più. 2)
Lavoriamo, quindi, su materiali seriamente vagliati, evitiamo le ricostruzioni tentate su una documentazione frammentaria e unilaterale, ma non attardiamoci ad aspettare che la fortuna o il caso ci consentano di aver sottomano tutti i documenti, se non vogliamo affidare ad un nostro ipotetico pronipote anche il compito di scrivere una compiuta storia del Risorgimento, la quale, poi, tutto sommato, non
J) P. HARSIN, Comment on écrit Vhistoire, 2a ed., Parigi, 1935, p. 19. Ved; OSIODEO, La leggenda, eie, pp. 44-45. Poiché esula dal nostro intendimento una invasione nel campo delle questioni metodologiche e degli indirizzi storiografici, ci limitiamo per le une e per gli altri a rinviare i laici e i principianti a E. BERNHEIM, Lehrbuch dar historischen Methode und der Geschichtsphilosophie, 6a ed., Lipsia, 1908 (1* ed. 1894: parziali trad. it. di A. Crivellucci capp. 3-4 ] Manuale del metodo storico coli'indicazione détte raccolte di fonti e dei repertori bibliografici più' importanti, Pisa, 1896, e di A. Barbati capp. 1 e 5 , La storiografia e la filosofia della storia* Palermo, 1907). Poco vale la compilazione di D. BATTÀINI, Manuale di metodologia storica, Firenze, 1904, che deriva largamente, come il citato Harsin, dall'opera notissima e apprezzata di CH. V. LANGLOIS e CH. SEIGNABOS, Introduction aux études historiques, Parigi, 1898, più volte ristampata. Ma più largo respiro troveranno laici e principianti in E. FUETEB, Geschichte der neueren Hiswriographie. 2* ed., Monaco, 1925 (c'è una trad. frane, del 1914); B. CROCE, Storia della storiografia italiana nel secolo deci' mono no, 2 voli., 2tt ed., Bari, 1930; id., Teoria e storia della storiografia, Bari, 3a ed. 1927; id., La storia come pensiero e come azione, 2a ed., Bari 1938. Ved. anche la voce Storia nella Enciclopédia italiana, voi. XXXII, pp. 771-790 e per un'idea del lavoro storiografico compiuto tra la fine dell'Ottocento e il principio del Novecento Histoiroet kistoriens depuis cinquante ans. Méthodes, organisation et resultata du travati historique de 1876 à 1926,2 voli., Parigi 1927 (in occasione del cinquantenario della Revue historique).
Lezio, Garibaldi, ecc., cit., p. 444. Ved. del resto B. CROCE, Storia detta storiografia, voi, II, p 149, ecc.