Rassegna storica del Risorgimento

STORIOGRAFIA
anno <1941>   pagina <110>
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Alberto M. Ghisalbvrti
Cecilio o un Publio Clodio d'occasione. Incontravi per strada Pincus Pallinus, Pinci f. trib. mil. XVvir Epulonum ecc. e gli dicevi di venire a pranzo ? Impossibile, meher-cute: doveva andarsi a fare una punica. Appena ripasso.... Ma quando ripassava, non gli restava neppure il tempo di concedersi quella quae romane dieitur pennichella, perchè S. P. Q. R. lo mandavano proconsul in Bitinia o praefectus classis a Castrum-diabuli. Mai una volta (eppure i nostri maestri avevano letto Plauto e il Satiricon) che ci fosse permesso di sorprenderlo in maniche di camicia; mai un. momento di abbandono, mai una sbornia, salvognuno, sebbene da Alessandro il Macedone ad Attila gli antichi ci abbiano fornito esempi illustri anche in questo campo. Ma perchè aspet­tare il Medio Evo in cui, com'è noto, fervean di canti, fervean di suonidi Re Alboino l'ampie magioni e Carlo Magno era spesso en joie et en liesse e dimenticare
che quelli busti, prima d'esse busti, so* stati tutti quanti omini veri?
E per gli attori del Risorgimento, a giudicare da certa vecchia letteratura e da molte, troppe tesi di laurea, è successo lo stesso fenomeno. Tizio nasceva una bella mattina e il primo vagito era: voglio fare l'Italia una!. Dal padre, magari allo stato civile personaggio di molto riguardo e I. R. funzionario, e dalla madre traeva insegnamenti e auspici nazionali, poi entrava all'Università e in Carboneria o nella Giovine, declamava versi d'Alfieri, sognava d'ammazzar tiranni e spapizzare Pii e Gregori e Leoni, cospirava, partecipava a due o tre guerre e finiva cavaliere e com­missario di P. S. a Bologna o professore universitario e senatore, a seconda dell'impor­tanza. Di tutto il processo interiore per cui quell'Italiano qualunque era diventato, sia pure in piccolo, Qualcuno ne verbum quidem. La sua storia, come quella del Risor­gimento nei manuali scolastici, restava tutta esteriore, il suo patriottismo superfi­ciale, il suo agire di maniera. E tutto questo con largo appoggio di documenti inediti. H che poi non ti impediva al padre Rinieri di dimostrarti con altrettanti documenti inediti che, putacaso, Michele Accursi era stato un fior di confidente di polizia.
Non sono, diciamolo pure, i materiali che ci mancano per le nostre ricostruzioni, ma e ancora troppo di frequente l'abito della serena valutazione scientifica, che ci aiuti a tener conto ed a renderci ragione del valore reale di uomini, fatti e idee, come tra gli altri ha messo onestamente in rilievo il De Matteis nello studiare or non è molto ex novo la discussa figura di Liborio Romano.1) E, in questo senso, possiamo dire che c'è molto da fare e da rifare.
(Continua). ALBERTO M. GRISALBERTI
l) Col fiorire degli studi intorno al Risorgimento si procura soprattutto di spogliarsi della vecchia maniera di concepire questo come un duello tra liberali e clericali, e si vogliono esaminare con tutta esattezza, senza approssimazioni ambigue, i contributi di fede e d'opere apportati da artefici, reggitori e classi sociali; si rive­dono criteri storiografici, si lumeggia negli avvenimenti la portata europea, e si avverte, nelle zone più oscure, il formicolare di problemi morali la cui soluzione comporta la parola ultima da pronunciarsi sul dramma nazionale... ; e però, se si vuol fare opera coscienziosa di storico, non basta apprezzare le cose dall'alto, ma occorre guardarle anche con gli occhi degli attori minori, anche di quelli che rappresentarono le parti più ingrate, e conciliare possibilmente in una sintesi superiore le ragioni della loro azione, dirò cosi, scenica, con quelle dell'onesta umana, G, DE MATTEIS, Liborio Romano e Cataldo Nini, in Taranto, 193-XVI. Ved. anche NATASI, op. cit., pp. 7,16-19,