Rassegna storica del Risorgimento

TOMMASEO NICCOL? ; GIOBERTI VINCENZO
anno <1941>   pagina <111>
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L'epistolario giobertiano, ecc. Ili
L'EPISTOLARIO GIOBERTIANO ED I RAPPORTI DI VINCENZO GIOBERTI CON NICCOLÒ TOMMASEO
Da una lettera spedita dal Tommaseo al filologo Silvestro Centofanti (1794-1880) l'8 agosto 1834, si deduce che il Dalmata, durante l'esilio parigino, abitò nella stessa casa in cui ebbe a trovarsi il Gioberti col suo intimo amico Paolo Pallia al quale il filòsofo torinese dedicò nel 1838 la Teorica del sovrannaturale in segno di stima e d'affetto. Il Tommaseo giudicava allora il Gioberti pensatore e Buono; senza dubbio le relazioni d'amicizia tra i due uomini non subirono scosse fino al dicembre del 1834, quando il Gioberti lasciò la capitale francese e si diresse a Brusselle. Di là, il 1 luglio 1835, si scusò col Tommaseo di non aver potuto leggere da capo a fondo, come avrebbe desiderato, i libri Dell'Italia editi in quell'anno a Parigi dal Pilhan de la Forest; quei volumi si ricercavano dal nome dell'autore e costituivano un'arra data agl'italiani di altre opere pari, se non maggiori. Appena occorre ricordare che gli utili ricavati dalla vendita della famosa pubblicazione tom-maseana erano devoluti a totale beneficio degli esuli, e che su essa la critica moderna non si è ancora accordata, ritenendo gli uni che i libri Dell'Italia siano un antecedent e del Primato, e negandolo gli altri.2)
H 2 novembre 1836, presentando il pittore belga Henry Decaisne (17991852), il Gioberti sollecitava il Dalmata a divulgare presto la raccolta di storici documenti, che illustrano alcuni punti importanti degli annali italiani e lo esortava ad aversi cura per continuare a largamente giovare ed onorare la nostra patria. In altre corri­spondenze epistolari, il Gioberti si rivolgeva al Tommaseo come ad amico segnalato e caro, a uomo moderatissimo.
U primo screzio nei rapporti col Tommaseo, si nota nella missiva diretta a
Giulio Robecchi, che appartiene allo stesso anno 1836. Ivi il Gioberti commenta
aspramente l'articolo del Tommaseo apparso a p. 11 dell'Italiano 3) col titolo Della
letteratura presente d'Italia, nel quale, tra l'altro* si esaminavano le varie correnti
letterarie, si criticava a fondo l'opera del Monti poeta, lo si giudicava severamente
come cittadino, e si esaltava il Manzoni. Secondo il Gioberti, lo scritto del Tommaseo
non poteva recare altro frutto che quello di falsare il giudizio di qualche giovane
inesperto, ma i dotti ne avrebbero riso; inoltre le presuntuose sentenze intorno agli
' scrittori erano fatte in uno stile stiracchiato, saltellante, lardellato di francesismi e di
epigrammi alla francese. Concludeva col rammaricarsi che l'autore fosse il Tommaseo.
Altra importante missiva è quella inviata a Giuseppe Massari (18211884) il
15 febbraio 1841, in cui il Gioberti espresse sul romanzo Fede e Bellezza e sugli Studi
filosofici 4) del Tommaseo il seguente giudizio: Nel primo c'è assai del buono, quanto
allo stile; narrazione limpida e briosa, dialoghi naturali, affetti ben dipinti, lìngua
schietta, e condita da toscanesimi collocati a proposito; mi pare insomma il migliore
') Seguiamo l'Edizione Nazionale a cura di G. Gentile e di G. B. Crivelli, Firenze, "Vallecchi, 1927 ed anni seguenti.
2) N. TOMMASEO, Dell'Italia, con introduzione e note di G. Balsamo Crivelli, Torino, U. T. E. T., 1920; V. PICCOLI, recensione dell'Opera succitata, in La Rassegna, Napoli, 1920.
3) Periodico fondato da Michele Accorsi a Parigi, uscito dal maggio all'ottobre 1836 in sei numeri.
*) Venezia, Gondoliere, 1840.