Rassegna storica del Risorgimento

TOMMASEO NICCOL? ; GIOBERTI VINCENZO
anno <1941>   pagina <115>
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Poscia continua nel capitolo terzo la sagace raccolta di elementi probatori a proposito dei neoguclfi (Balbo, Rosmini, Gioberti, Tommaseo) e a proposito del Manzoni, del Pellico, fino a Giacomo Zanella. È facile intuire come qui la mesce aia veramente copiosa, e come sarebbe assurdo il volervi anche solo accennare.
Parimenti non ci è consentito dare saggio di quanto viene rilevato a proposito dei mistici, primo di essi il Mazzini, j quali nutrono veramente dell'anima loro, e quindi del loro misticismo, Panima dell'Italia che sorge. Ci limitiamo dunque ad indicare nomi e soprattutto quelli di Mazzini, Mameli e Gabriele Rossetti che stanno ad indicare i tre suggestivi studi del capitolo quarto.
Nell'ultimo capitolo, ossia nel quinto, viene esaminata sempre dallo stesso angolo di visuale, l'opera dei e liberali; e cioè vengono colti aspetti e momenti di poesia religiosa vera e propria in altri uomini che si sono espressi in maniera diversa, ma che rappresentano tutti la nuova coscienza italiana: dal Niccolini al Cavour, dal Giu­sti al Mamiani e al Prati, fino a quegli che chiamiamo giustamente il poeta del Risorgimento: Giosuè Carducci.
Alcuni di questi nomi suonano forse stranamente ai nostri orecchi quando .si pensa che il volume tratta di poesia religiosa. Non si creda tuttavia che l'A. pieghi uomini o cose, documenti di vita o documenti di poesia ad una tesi. La Stacco ha segnato limiti tutt'altro che ristretti o chiusi alla concezione della poesia religiosa, ed inoltre come già abbiamo osservato essa procede con serena obbiettività la quale, oltre all'accurata preparazione, alla ricca e fruttuosa indagine, ed allo stile forbito e vivo, è uno dei pregi di quest'opera degna e convincente. Prenn 7 AMA
GAETANO GASPERONI, Movimento culturale umbro nel secolo XVIti (estratto dal Bollettino della R. Deputazione dì Storia patria per I? Umbria, voi. XXXVII, Perugia, 1940).
Qualche giudizio recente un po' troppo sommario vorrebbe rifiutare all'Umbria qualsiasi apporto meritevole di apprezzamento, alla cultura nazionale, nel Settecento. Le cose non stanno proprio così: anche l'Umbria si muove con silenzioso raccogli­mento sulle orme del Muratori, del Mazzucchelli, del Tiraboschi. Tale dimostrazione si è assunto di dare il Gasperoni nel suo saggio sul movimento culturale umbro del sec. XVHI. L'A., studioso e illustratore di quel periodo storico, aggiunge il presente agli altri saggi già dati in luce intorno ad esso. É un'ampia e particolareggiata inda­gine su fonti in massima parte inedite e ignorate; soprattutto gli scambi di corrispon­denza: le semplici e confidenti relazioni epistolari che gettano tanta luce sugli intenr dimenti e sui propositi della società colta del Settecento, e valgono più di ogni altra testimonianza a rappresentarci nella sua reale efficienza quel moto febbrile, senza sosta, diligente, paziente e fervido che è carattere essenziale della vita del secolo.
Il profilo della società colta della regione umbra vi è reso nei suoi tratti più appa­riscenti e sostanziali, presentando rilievo bastante per meritargli attenzione, dandogli alla fine un posto, se non di primissimo, non tuttavia di infimo ordine, nel quadro intellettuale della nazione; da non potersi trascurare quindi del tutto.
È così quel Settecento, anche nell'Umbria, a posarvi un primo sguardo. Un con­tatto esclusivo con certa più elevata classe sociale, attraverso palazzi signorili dove si raccoglievano quadri, statue, oggetti di scavo, cimeli storici ed artìstici, nella conver­sazione con uomini intelligenti e dotti, poteva far credere di trovarsi in paese di un assai rilevante livello culturale, su di una baso d'altrettanto benessere materiale. Purtroppo un rimanente, e il più, della popolazione, scarso dimezzi, povero dì cultura, dimostrava la sofferenza e la discesa di una nazione, in contrasto con le vestigia d'una già rigogliosa età trascorsa.
La maggior valutazione che si sta oggi facendo del secolo quale fu in Italia, con un suo più ampio e penetrante riesame, mentre segnala accanto alle figure ormai più