Rassegna storica del Risorgimento

TOMMASEO NICCOL? ; GIOBERTI VINCENZO
anno <1941>   pagina <117>
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Libri e periodici 117
Sì svolgo, nel secolo proso in esame, e vien fuori dal raggio evocatore, tutta una premurosa azione degli studiosi umbri per fornire notizie e dati, per aiutare gli storici, letterati italiani nei loro lavori e ricerche che comunque potessero avere riferimenti conia regione. Sono tra i più notevoli i rapporti col Muratori, e da notizie meglio preci­sate dall*A., risulta come non abbia per tutti fondamento un addebito cbe è stato fatto agli elementi perugini del tempo, di poca'soUecitudine nel corrispondere alle richieste di lui per avere materia di storia locale da comprendere nei Rerum. Antiche cronache di Perugia purtroppo non poterono figurare nella monumentale raccolta, e il Mura­tori se ne rammarica in quelle sue lettere che pubblicò il Vermiglioli nel (Stornale Scien­tìfico Letterario locale del 1844 ; ci fu però chi cercò in tutti i modi di accondiscendere olla sua ricerca e richiesta : al mio grandioso disegno che ha per fine la gloria di tutta Italia e di cadauna città., come egli dice. Vinse tuttavia un'opposizione che pare realmente ci sia stata; e alla quale il Muratori ribatte: sono scrupoli veramente vani quel temere delle memorie antiche, cioè della verità, quasi che questa verità non si sapesse altronde, e ne possa venire alcun pregiudizio a i legittimi e pacifici sovrani.
Se intanto Perugia è l'ambiente intellettuale umbro, anche in quel secolo, più ragguardevole e in un certo grado più noto, le altre città minori dell'Umbria non resfcan da meno. Nella guisa stessa che nella totalità nazionale deve affermarsi l'esistenza d'una diffusa attività intelligente e feconda, così nell'interno dell'Umbria questa la si deve riconoscere in ogni diverso luogo. Anzi messa quale è in luce in una veduta d'in­sieme, può dirsi che non si sarebbe immaginato che in ogni angolo della regione lavo­rassero uomini dotti, con una prova anche di coordinarsi ed intendersi. S'intrecciano scambi tra città e città maggiori e minori, come di ognuna di queste per suo conto, col circostante ambiente studioso italiano. E ricorre maggiore o minore dappertutto quella caratteristica vita colta settecentesca: accademie, salotti, teatri, conversazioni; patrizi, dignitari ecclesiastici di spirito educato al bello e nutrito di vario sapere; dame di mente pronta e vivace. Apparisce nella sua parte migliore quel mondo aristocratico, prelatizio, che studio, amore per le cose d'arte, interesse alle varie manifestazioni di intelletto e di dottrina sapeva aggiungere a tutto il resto largitogli da condizione pri­vilegiata di ceto e da favore della sorte. L'Arcadia, di cui il ricordo vien subito a pre­sentarsi, non manca; ma rimane eclissata da tante altre di quelle associazioni e riunioni accademiche, dai nomi più svariati, ma anche dalla più svariata attività a scopo e van­taggio di più seri studi. È una cultura essenzialmente storicoletteraria, esumatrice e raccoglitrice; tra i letterati e gli eruditi della regione non vi sono invero figure di primo piano, quelle che segnano indirizzi, aprono orizzonti, tracciano vie; più che dotti molti sono dilettanti; ma ciò che ti caratterizza è l'entusiasmo per la ricerca, la assiduità, la tenacia del lavoro. Se da questa deve indursi la capacità continuativa di una stirpe alle opere della cultura e della civiltà, la tempra resistente alla fatica della gran parte degli uomini di quella società colta settecentesca poteva fare intendere come gli Ita­liani non fossero, malgrado tante apparenze, una gente stanca e intorpidita, ma ognora intimamente sana, che non aveva smarrito attitudini e abitudini di lavoro, che era atta a riprenderne in pieno il ritmo continuo e ordinato, quando le circostanze necessa­rie, prima la unitaria esistenza nazionale, fosser tornate propizie. I modesti ma infa­ticati eruditi locali del Settecento erano esponenti di una riposta energia spirituale che si sapeva ancora dimostrare, nell'applicarsi, instancabile. Ludovico Antonio Muratori è -il conduttore e l'artefice sovrano, in quella foga di ricerca e scoperta storica docu-mentoria; il capo e l'operaio che ha la scintilla del genio. Ma da lui venendo giù ai minori, fino ai piccoli, ai piccolissimi, è una scala discendente di capacità come di risul­tati, non però forse di slancio, non di resistenza alla diuturna fatica, in cui pari al fer­vore è il disinteresse. La mole delle compilazioni, d'indici, spogli, repertori cronologici biografici, trattandosi nella maggior quantità di materiale inedito, giacenti nello biblio­teche e negli archivi, (e chi questi conosce dell'Umbria, sa quanti ve ne esistano) stupisce oggi chi la ritrova; come fornisce tuttora elementi e punti di appoggio sempre