Rassegna storica del Risorgimento

TOMMASEO NICCOL? ; GIOBERTI VINCENZO
anno <1941>   pagina <118>
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Libri Ù periodici
preziosi a chi vuol riandare le particolari vicende comunali e regionali. Il cumulo di documenti ancora intatti e ancora inesplorati che quegli appassionati frugatoti del passato trovavansi a rinvenire, decifrare, enumerare, li assorbiva in questo primo com­pito di raccolta, dì lettura, di scelta. Non s'avventuravano nella critica: Annibale Mariotti il più insigne dei dotti umbri dell'epoca, in una lettera alI'Amaduzzi che l'A. pubblica, dice appunto con tutta schiettezza che nelle sue Lettere pittoriche (le quali sono peraltro un saggio originale, e tenuto conto del tempo, può aggiungersi geniale di storia dell'arte) oltre alle notizie raccolte sulle opere spettanti alle arti del disegno, non si è sentito in grado di pronunciarsi sul merito loro.
L'ansia del documento ti sospingeva: la sua scoperta li appagava. Ma quanti e quanti cosi ne sono riusciti a ritrovare e salvare.
Si accetti quella laboriosità erudita per quello che ha dato; non si pretenda l'opera di meditazione, di concetto. Rimane l'utilità, entro i suoi limiti, di ciò che ha saputo concretare; restano il suo pregio umano, il suo significato nazionale.
Potrebbe la prospettiva della vita culturale umbra del Settecento un po' più estendersi. oltre quella di carattere storico letterario che largamente ha ritratto l'A.; riconoscendo tuttavia, con lui come sia la tipica, più larga e produttiva. Potrebbe ricercarsi ancora nel campo delle discipline filosofiche, giuridiche,mediche,fisiche: negli individui chèle colti­varono e nei loro rapporti con gli altri scienziati italiani. Tale diversa attività di cultura fa particolarmente capo a quello che, nonostante la parabola discendente percorsa, è sempre il maggior centro degli studi della regione: l'Università di Perugia. Ristretto, come è avvenuto in tutte le Università, all'elemento cittadino il complesso insegnante forma un corpo un po' chiuso e distaccato nel movimento intellettuale della nazione, che è tutto più o meno frazionato. Ma qualcuno dei suoi docenti ha pure udito la parola dei migliori maestri di altri Atenei, e mantiene relazioni con loro, di cui ci informano i car­teggi; per dirne, col Morgagni; quel tanto che il tempo non ha disperso. Non risuona certo più per l'Italia e l'Europa l'autorità della Scuola giuridica perugina propagata con le opere di Baldo, di Bartolo e loro discepoli ; ma raggiungono una qualche no tori e tà e dùTu-sione le Istituzioni di diritto ecclesiastico di Filippo Meniconi, il trattato sul Notaio del Pacini. Ce una buona distanza; è tuttavia qualche cosa. Del resto però l'attività dello Studio perugino, come di tutti quelli italiani nel Settecento, va ancora meglio studiata.
Spunta anche in suolo umbro la figura allora cosi comune dello scienziatoletterato che accoppia lo studio della natura col tributo alle Muse, tentando in versi argomenti scientifici, per interessarvi la gente colta e soprattutto le nobili dame che si piccano di interesse e magari di competenza in tutti i campi dello scibile, e massimamente curiose delle novità di esperienze e scoperte che le discipline naturali andavano allora facendo. Nell'anfiteatro anatomico si danno dimostrazioni colle macchine di fisica che in bel numero e varietà l'Università si è procurate, e vi accorre in folla il pubblico ad assi­stervi. Riscuotono però anche l'elogio del La Lande nel suo viaggio in Italia, il quale esprime la sua stima al professore di fisica Luca Antonio Pellicciar!, come gliela espri­merà pure il Bernouifli. Attestano una capace versatilità di intelletto quegli enciclo­pedici della cultura, quale il Mariotti, medico storico poeta, quale Luigi Canati bibliofilo letterato chimico geologo, che forma una raccolta di fossili ammirata pure dal Ctivier.
Ma un'altra domanda, a proposito della società e degli individui che in quell'epoca formavano l'elemento intellettuale della regione, vuole una risposta, la quale in questa peculiare sede è la più che sollecita ed interessa: gli uomini colti dell'Umbria, gli spiriti elevati della regione, nel secolo che precede la ricostituzione nazionale e la vien presen­tendo e preparando per molteplici vie, pensavano ai problemi politici e sociali, si pro­vavano ad affrontare questioni di riordinamento statale, di riorganizzazione economica, di riassetto civile?
Il Gaapcroni risponde come non sia da tacere che pur essendo il moto culturale umbro di preferenza rivolto all'erudizione e all'indagine artistica e storica non mancano voci nelle quali apparve presento la coscienza dei nuovi tempi che maturavano e delle