Rassegna storica del Risorgimento

FRANCESCO IV DUCA DI MODENA E REGGIO ; MISLEY ENRICO
anno <1917>   pagina <414>
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<r. Sforza,
lerato è mai esistito sulla terra. -Nel dipingerlo, piglia le mosse dal­l'adolescenza, avventandogli per prima accusa essere uno sfamato! dell'Austria, che morde la mano alla benefattrice. Enrico Misley fu per cosi dire educato a spese dell'Austria, giacché l'onesto suo padre, sommamente ristretto di beni di fortuna, potè provvedere alla sua famiglia soltanto coi proventi d'una cattedra nelle scuole imperiali di Milano. Furono i riechi mezzi I" istruzione gratuita fornita da quella città, che coadiuvando gli sforzi paterni, permisero al gio- vane Misley d'intraprendere gli studi filosofici, con intenzione di recarsi poi nella contigua Pavia ad imparare la scienza legale. Prima però ch'egli entrasse in quest'ultima camera, suo padre venne a mancare, e cessato così l'imperiale stipendio, egli potea credersi co- stretto ad abbandonare gli studi, se la famiglia sua non fosse sus- sidiata da una pensione che il Governo austriaco concedette alla Vedova di lui madre. Ei si fu con questo aiuto che il Misley potè avanzarsi tanto da ottenere in Pavia nel 1822 il diploma di dottore, ed è con questa pensione che si sostenta ancora la povera di lui madre, che sebbene ritirata a Modena, ottenne dalla clemenza del Principe, contro le norme vigenti, di poter godere il benefizio impe- riale anche fuori di Stato. Tutto quello però, a che il Misley mercè del Governo austriaco era giunto, non bastava ad accertare in modo . onorato il suo avvenire, e già l'augurio di que' suoi principi era riuscito molto infelice, mentre nel primo anno de' suoi sttidj era stato rimandato dagli esami per mancanza di capacità e di cogni- zioni, e il penultimo lo avea interamente perduto per cattiva con- ciotta .l
1 ZAIOTTI, Op. clt, pp. 26-27.
PIETRO GIORDANI noi 1836 prese a confutare l'opera dolio Zaiotti eoa- una scrittura, che poi non finì, intitolala: Paride Za fotti, iiiquivilure am/i'kfio-m ttupia,. svergognato dal sito libro contro Enrico Mfitej/, A quest'ultimo non 6 benevolo, non perchè avesse in mano de* fatti, ma per iwróntatesMin, impeto e afoggio di retorica. Sentiamolo : ITon voglio glft io itócuBMie il governo cesareo; come non devo difenderlo. J8 voglio difenderò: È MMovvBu essere colui avversario degno di te; cèrio non può. essere jfflo ;cjipnte;.u Vile e pessimo uomo, tu dici, e 11 Misley; gonfissimo e tutto hugfo il suo libro: grande ed ottimo e amatts simo principe l'imperatore Fratuxtóeo; savissime e provvidissimo ed utilissimo od amabilissimo il suo governo;: e da tale accusatore, da libro tale, prendi a difendere tal monarca, litio governo 1 o contro tale nimico ti Bisognava la bat-
< teda di 425 pagine 1 Se ma, Hgt avoaso gravato comando o necessitò di tele opera,
< compivo; con una parola. Anche tu la dicesti (pog. 27) una parola che sola pastora: ma con al destro accorgimento, ohe mentre vuol darò infamia al tuo