Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVIO SEGRETO VATICANO ; ROMAGNA
anno
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1941
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pagina
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163
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/ primi Casi di Romagna 163
come a cosa sicura, nel suo riferimento, alla Congregazione Cardinalizia, del 10 dicembre.
Ad onta delle assicurazioni che riceveva da Forlì e da Bologna, il card. Amat non viveva affatto tranquillo, e, in una lettera del 9 agosto, accennava a manifestazioni sediziose che, senza mettere capo a nessun fatto speciale, dimostravano tuttavia come l'orgoglio dei rivoltosi non fosse abbassato; e abbenchè vane siano tornate le loro idee in Bologna* e rassicuranti siano le notizie che si hanno del Regno di Napoli e di altre parti d'Italia non poteva ristarsi dall'invocare ancora i rinforzi già richiesti. Come aveva fatto col Legato di Bologna, il Lambruschini dette all'Amat le più ampie assicurazioni che
le voci sparse, del movimento in Napoli e nel Piemonte come si vorrebbe far credere, sono del tatto false, venendo io accertato da sicuri rapporti che colà non se n'è concepito timore alcuno, non lasciando quei governi di invigilare con ogni sorta di provvidenze. Si è invero dai faziosi molto confidato negli ultimi avvenimenti della Spagna; ma questi, siccome l'È. V., nella sua saviezza, ben ravvisa, sì risolvono in un senso contrario alle loro intenzioni.
Cosi in lettera dell'8 agosto e in altre del 10 successivo, colle quali ribadiva il concetto che le voci sinistre erano sparse appositamente per battere moneta e per tenere svegliati gli animi dei faziosi.
In verità, il moto di Napoli era fallito miseramente; si può dire, anzi, che non fu neppure tentato; bastò l'arresto di un centinaio di individui a Salerno il 10 agosto, perchè l'insurrezione, preveduta e millantata dallo Zambeccari, dileguasse in un profluvio di deplorazioni e di chiacchiere...
Trovandosi, pare, a disagio in Ravenna, il Legato approfittò, come negli anni antecedenti aveva fatto, della festa di S. Cassiano, per partire il 12 agosto alla volta di Imola.
In quel frangente la sua partenza fu variamente giudicata e dette poi la stura ad accuse di pusillanimità, che fecero capolino anche nella stampa estera. Il 14 agosto egli scriveva, da Imola, al Lambruschini:
Mi sono recato sabato scorso in questa città, per trovarmi, giusta il consueto, alla festa del protettore S. Cassiano. La Magistratura imo-lese mi attendeva. Continuerò a trattenermi qui, sia perchè Imola non ha mostrato la ribalderia delle altre due città principali della Provincia, sia per dare una condegna mortificazione a Ravenna, come mi riserbo di far conoscere all'Eni. V., sia infine perchè di qui potrò procurarmi pia facilmente quelle notizie che vorrà favorirmi l*E.mo Legato di Bologna.
H Lambruschini non parve troppo contento dell'allontanamento del Legato da Ravenna; lasciava al suo discernimento di restare più. o meno lungamente ad Imola; non mancava tuttavia di osservargli