Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVIO SEGRETO VATICANO ; ROMAGNA
anno <1941>   pagina <164>
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Romeo Galli
che i riflessi accennategli per trattenersi in Imola non gli parevano di sì gran peso da anteporli a quello d'altronde, per me di tanta importanza negli attuali momenti del suo ritorno nel Capoluogo.
Il tono agro dolce di questa lettera, scritta il 17 agosto, dovette certamente impressionare l'Amat, ma avvenimenti non previsti pote­rono giustificare la sua assenza da Ravenna, e rendere qualche utile servigio alla Santa Sede.
L'INSURREZIONE DI SAVIGNO
Il 14 agosto 1843 il tenente col. Stanislao Freddi mandava al cardi­nale Segretario di Stato un particolareggiato rapporto intorno alle origini ed ai maggiori responsabili dell'abortito tentativo rivoluzionario di Bologna. Secondo le sue segrete informazioni e le spontanee di qualche compromesso, il Freddi ricostruiva il piano di insurrezione, assegnando le singole responsabilità, le quali, discendendo da capi mal conosciuti, finivano per pesare sui capi strada intermediari diretti, fra la parte più colta e quella più manesca che avrebbe dovuto agire contro la pubblica forza.
Non più battesimi, non più giuramenti fra i congiurati; una sem­plice stretta di mano era il segno di riconoscimento fra di essi. I capi altissimi non erano del tutto, né a tutti noti;1 il mistero li circondava e, pur ritenendo che fossero cinque di numero, non poteva indicarne che quattro: il conte Filippo Agucchi, il conte Livio Zambeccari, l'avvocato Filippo Martinelli, ed uno dei marchesi Bevilacqua. Costoro conferivano solamente coi capi subalterni: il marchese Sebastiano Tanara, Pasquale dott. Saragoni, dott. Pasquale Muratori, marchese avvocato Pietro MeUara, Augusto Aglebert, Filippo Lisi, Luigi Scoroni, Gaetano BoUrigari, Gaetano Turri, Francesco e Gaetano fratelli Zani, Gaetano Masini, Antonio Morandi, maestro di scherma, Colombarini Raffaele, Nicola Filippo Masino, nipote del Segretario Gamberini, capitano Fer-rari9 Lombardi, Brentazzoli, Angelo Turchi, Pietro Bronzetti, Andrea Orsini, Croci Vincenzo (di Sesto Imolese), Tullio PoggioKni, Gavazza A ngelo, Liverani Antonio, spedizioniere, Gaetano dott. Righi, Giuseppe Crudeli, Lorenzo Radisini, Alessandro Naldi, Luigi Ricciardi, Francesco RambeUi, sarto, Federico Laudi, Giovanni Lambertini.
Una pleiade, come si vede, di sottocapi che dovevano evidente mente vigilare le diverse zone di affigliati e dirigerli in caso di rivolta. Questa doveva scoppiare il 3 o 4 di agosto, quando la scintilla di Napoli divampasse in incendio.