Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVIO SEGRETO VATICANO ; ROMAGNA
anno
<
1941
>
pagina
<
165
>
I primi Casi di Romagna 165
Alla testa delle torbe sovvenzionate, erano i capi strada, i quali ricevevano il danaro necessario dalle mani specialmente dei marchesi Tanara e Mellara e da Turri.
Sette capi strada erano noti: MorotH, Luigi Giugni, Pollastri, Cuppini, Luigi Rizzoli, certo Gardinetti ed un tale Biagini, nomi tutti che figureranno nei relativi processi.
Perchè la rivolta non fallisse, si era stabilito che, a cura di Sebo> stiano Tanara e di Gaetano Turri, nel giorno fissato si fosse introdotto nel Palazzo Apostolico un certo numero di individui armati di coltelli e di stili; mentre altri avrebbero dovuto occupare le torri principali della città. Ai suono delle campane a martello, i primi dovevano invadere gli unici, tenere in ostaggio gli impiegati più elevati di grado e minacciare gli altri della vita, se avessero resistito.
Le riunioni per pagare i " capi strada , si facevano all'osteria: nel sabato ultimo di luglio convennero all'osteria dei " Tre Pesci : il Turri, fu il pagatore.
Per la parte di campagna, gl'incaricati alla riunione e sollevamento dei contadini erano i fratelli Muratori, Giovanni Lambertini, Raffaele Colombarini, Turri, Tanara, certi Nicoletti e Bisti, della montagna.
Nella parte montuosa si poteva contare qualche centinaio di persone guadagnate al partito. La riunione dei capi della Montagna si teneva a Caldarino, presso i Muratori e vi si discorreva senza precauzione o mistero alcuno. L'ultima riunione fu tenuta il 4 agosto.
H tenente col. Freddi dava poi altre informazioni sul convegno tenuto in casa del conte Biancoli, il 20 luglio, per predisporre il piano della rivoluzione; accennava anche ai più. eminenti compromessi di Ravenna, che quel Legato aveva fatto allontanare forzatamente dalla città.
L'energia e la speditezza delle misure adottate avevano servito a mettere lo spavento nei faziosi, mostrando che egli scrive il Governo non li temeva ed era in grado di farsi rispettare e punire; e conchiudeva coll'assicurare che la maggior quiete e tranquillità regna in queste Legazioni, e che tutto è tornato nel primitivo silenzio. Siccome poi pensava che si sarebbe istruito un processo a carico dei responsabili di quel nefando tradimento, dava, in foglio a parte, i connotati dei primari contumaci e cioè: conte Livio Zambeccari, conte Oreste Bian* coli, Tanara marchese Sebastiano, fratelli Pasquale e Saverio Muratori, Gaetano Turri e Giovanni Lambertini.1)
i) Appendice documento . 1.