Rassegna storica del Risorgimento

FRANCESCO IV DUCA DI MODENA E REGGIO ; MISLEY ENRICO
anno <1917>   pagina <418>
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G. Sforza
versila, scrive: Misley diceva d'andare, e infatti andava spesso dal
Duca, e si diceva per tentare d'alleviare la posizione dei detenuti
politici. Una volta mi disse d'aver detto all'arciduca Massimiliano,
fratello di Francesco IV, che vari di quei detenuti politici erano a
Modena trattati duramente ; al che quel principe rispose che questo
* poteva darsi, ma solo lo riguardava possibile per parie degli agenti
inferiori. Misley mi diceva spesso: Francesco IVpotrebbe essere e
per la sua fermezza e per la sua ricchezza un buon capo per la nazione
italiana. Io, con tulle le prevenzioni ohe mi suggeriva il regime di
quel principe a Modena, al quale io ero sempre stato presente, mi
adiravo molto e andavo quasi in furore. 11 ohe faceva ridere sgan-
gberatamente Misley, che mi rispondeva: - Potresti anche vedere
quel che non credi}- - e - Non hai abbastanza esperienza in questo
mondo ; - e Bisogna abbandonare le prevenzioni. - Egli mi par-
lava spesso di questa sua maniera di vedere Francesco IV ed io sem-
pre mi adirava ; lo che sempre Io faceva ridere. Di modo che cominciai
a credere che egli facesse per farmi inquietare ed io cessai di mo-
stmrmi adirato; pei cui egli, credendo che la mia pacatezza fosse
originata dall'essermi io a poco a poco accostato alla sua opinione,
cominciò a ragionarmi accuratamente e in via speculativa, invitan*
domi ad opporre le mie ragioni sulla bestialità, com' io chiamava
l'idea, in ipotesi, di porre Francesco IV in trono d'Italia. Egli non
cessava di dirmi che sino nel 1814 si era parlato nei Congresso di
Vienna di assegnare a lui una parte maggiore del Modenese ; che
pel padre e la madre era conosciuto a Milano, e credo anche per
avervi nella sua infanzia abitato; ohe d'altronde per tenere unita e
concorde la inquieta nazione italiana vi voleva un uomo di una
volontà di ferro e già. temuto : che finalmente Francesco IV aveva
manifestato in più in conferì; la sua ambizione} e che all'uopo, per i
primi tempi di un nuovo regime, nelT interesse proprio avrebbe po-
tuto fere qualche sacrifizio di danaro, togliendolo dalla sua immensa
fortuna. Ciò non mi persuadeva mai e sempre io opponeva che la
fama di quell'uomo era cosi vulnerata che non poteva riabilitarsi
più, nemmeno a nome del tornaconto. Quei discorsi- però e le visite
frequenti di Misley a quei principe, nonché le spese straordinarie
C:he il mio amico faceva, mi convinsero che qualche cosa si ten-
tava .
i GBKBUALT Jxcioi, Lettera al prof. Giuseppe Siiingarì; noli1'Archivio Emi-iiimo. ann. I, pp. 93-98.