Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVIO SEGRETO VATICANO ; ROMAGNA
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1941
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Romeo Galli
In riscontro a questo riferimento, V E.mo Lambruschini in data 18 agosto scrìveva compiacendosi per la precisione delle notizie fornitegli e per le scoperte fatte, lusingandosi che se le medesime avevano servito a porre un argine sicuro e valido a sconsigliati e criminosi disegni, avrebbero giovato, in seguito, a impedirne la riproduzione .
Il Legato lo informava giornalmente dei provvedimenti adottati; egli seguitasse pure a coadiuvarlo, perchè l'opera sua riusciva oltre modo grata al Governo.1)
E singolare che, tanto nel rapporto del col. Freddi, quanto nella lettera del Lambruschini, non si faccia cenno alcuno dei moti di Savi-gno, che, secondo la stessa sentenza firmata poi dal Freddi, si svolsero fra F8 e il 24 di quel mese.2)
I fratelli Muratori, che il Freddi dava per contumaci, erano invece nei loro possedimenti di Caldarino, dove avevano dato convegno ai fedelissimi della montagna. Più temerari che audaci, sprezzando ogni pericolo, sapendosi fatti segno alle ricerche della Polizia, credettero di potere da soli dare inizio a quella rivolta che in Bologna era preventivamente fallita. La loro idea era certamente quella di determinare, con una guerriglia montana, il risveglio delle altre forze rivoluzionarie, pronte qua e là a rompere in tumulto, per costituire poi una forza armata sufficiente ad impadronirsi degli organi direttivi dello Stato. Contavano anche evidentemente sulla partecipazione dei sottocapi bolognesi, i quali, una volta che la truppa si fosse sparpagliata fra le montagne ad inseguire le bande guerreggianti, avrebbero avuto agevolata la loro opera insurrezionale nel capoluogo.
Da Bologna giungevano ai fratelli Muratori incitamenti ed informazioni preziose; si raccomandava soprattutto di requisire, dai Comuni e dagli individui contrari, denari e cavalli pel bisogno; si segnalava il cammino da tenere, il numero delle forze mandate per l'inseguimento e si precisava il modo di contenersi con gli eventuali catturati che dovevano servire per ostaggi.
Contemporaneamente circolavano in Bologna proclami manoscritti, coi quali, premessa la enumerazione di gravi accuse contro il Governo ed i suoi rappresentanti, si incoraggiavano i cittadini alla rivolta per
i) Appendice documento u. '2,
*) Non è ammissibile che, so la notizia del moto fosse pervenuta a Bologna prima del .1:4, il Freddi non ne avesse fatto cenno al LambniBchini; come non è del pari spiegabile, senza l'ammissione di un grave mendacio, che egli l'avesse assicurato che ratto era tornato tranquillo nelle Legazioni.