Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVIO SEGRETO VATICANO ; ROMAGNA
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1941
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167
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I primi Casi di Romagna 167
correte in aiuto dello. stuolo dei fratelli decisi a prezzo del loro sangue di affrettare l'istante della rigenerazione da Dio stesso segnata.l)
I fratelli Muratori, insieme ai loro aderenti, si tennero fra l'8 e il 14 agosto nascosti nella parte più montuosa in attesa di armi; ma, non vedendole arrivare, discesero verso Savigno impadronendosi, dove fu loro possibile, di fucili da caccia, di doppiette e di pistole. Si fecero consegnare anche da alcune famiglie denari ed effetti, che poi restituirono con lealtà sconosciuta ai veri briganti, come i rivoltosi venivano bollati dalle Autorità.
Questa irruzione mise lo spavento nelle popolazioni rurali e soltanto allora la Legazione di Bologna pare venisse a conoscenza del movimento. A fronteggiarlo, il Legato spedi tosto tre colonne di militi, la prima delle quali era comandata dal tenente Freddi, figlio del tenente colonnello più volte ricordato.
Senonchè un distaccamento di carabinieri, comandato dal capitano cavaliere Castelvetri, precedendo la colonna, si era portato in Savigno per tentare con un colpo di audacia di sterminare la banda e impadronirsi dei suoi capi. Prevenuti dell'arrivo di tale forza, i fratelli Muratori decisero allora di entrare arditamente nel paese. Avevano seco poco meno di un centinaio di uomini.
Neil'attraversare il torrente Samoggia, si scontrarono con una pattuglia mandata in perlustrazione, ed aprirono contro di essa un fuoco micidiale. I carabinieri si sottrassero all'eccidio con la fuga, ma lasciarono un morto sul terreno.
Entrati in Savigno, i rivoltosi presero d'assalto l'osteria nella quale si trovava il Castelvetri coi suoi, e dopo una nutrita sparatoria intimarono la resa. Qualche carabiniere buttò le armi dalla finestra, ma sembrò che gli altri volessero resistere. Introdottisi i rivoltosi a viva forza nei locali dell'osteria stessa, fecero prigionieri il capitano, il sergente dei volontari pontifici Barattini, farmacista del luogo, e tre carabinieri; mentre altri tre restarono morti nel conflitto.-
Degli insorti furono feriti gravemente: Giovanni Casolani e Gaetano Ventura: più lievemente invece certo Pranzali detto Morotti: i primi due dovettero essere abbandonati in Savigno, il terzo potè seguire i compagni che gli avevano procurato un mezzo di trasporto, ma lasciò poi la vita in un altro scontro.
Condotti i prigionieri sulla piazza di Savigno, i rivoltosi si dettero a manifestazioni di gioia che furono presto interrotte per l'arrivo di un
1} Yedi Sentenza della Commissione stataria in data 11 marzo 1844.