Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVIO SEGRETO VATICANO ; ROMAGNA
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1941
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169
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/ primi Casi di Romagna 169
Reno a Casalecchio, sembravano volgere le loro mire sulla Romagna attraverso le alture, e lo eccitava a prendere le opportune misure.
L'Amat, che non aveva ancora ricevuto i rinforzi già chiesti a Forlì per prevenire le sfavorevoli circostanze che si fossero eventualmente presentate, riunì quanti carabinieri, finanzieri e volontari pontifici potè, per formare un corpo di spedizione.
Fortunatamente era di passaggio una colonna volante di 11 carabinieri, al comando del brigadiere Bordini, nativo di Casalfìumanese e perciò assai pratico di quei luoghi.
Lo posi (il Bordini), unitamente al coraggioso esperto Sergente Maggiore di Finanza Mordini, al Comando della Colonna, che parti nel sopraggiungere della notte al numero di circa quaranta uomini, aumentata poscia ad ottantatrè. e quindi
oltrepassante i cento pel concorso dei Volontari. ì Siccome però l'Amat sospettava che, risalendo il corso del Senio, squadre di insorti romagnoli potessero portarsi ad incontrare, sopra Casola Val-senio, i Bolognesi fuggiaschi, formò una seconda colonna coi carabinieri scelti che il Legato di Forlì nella notte gli aveva mandato al Comando del maresciallo Zambelli. Tale colonna, che doveva essere rinforzata da finanzieri e volontari del luogo, parti per Casola Valsenio nella notte del 23, schierandosi lungo la linea di confine tra Imola e Faenza.
I rivoluzionari, ridotti a poco più. di quaranta, si erano scontrati lo stesso giorno 23 coi pontifici, sul monte delle Formiche e, dopo una breve zuffa, si erano calati nel letto del Sillaro, sotto Piancaldoli, per entrare in vai di Santerno.
II Mordini, stando in Casalfìumanese, aveva avuto cura di spedire tre esploratori: uno a Sassoleone, uno sul fiume Idice, ed il terzo a Pieve di Gesso. Il primo, ritirandosi, annunziò che i ribelli, battuti, attraversavano i Casoni filmanti, sicché il Mordini, per tagliare loro la strada, diresse la colonna verso la parrocchia della Maddalena di Codronco, sulla sinistra del Santerno, sopra Fontanelice.
Ad un miglio circa prima di giungervi, ricevette però l'avviso che i ribelli muovevano sopra Castel del Rio. Vi giunsero infatti sulle otto circa del giorno 24. H Mordini ordinò allora alla colonna di piegare rapidamente sulla destra del Santerno, per giungere inaspettato sui ribelli.
Questi, affamati, scalzi e laceri, bivaccavano sotto il magnifico Ponte Alidosiano, in attesa che i loro capi, entrati in Castel del Rio, facessero ritorno. I fratelli Muratori, che già avevano proposto una resa a discrezione al capitano Cavanna, comandante la truppa bolognese (V inseguimento, si portarono dal Priore comunale e dall'Arciprete per domandare il permesso di far entrare i loro uomini nel paese, in attesa